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Calcio serie C

Foschi: "Diana è da 10 in pagella"

Wainer Magnani
Il tecnico granata Aimo Diana durante il match fra Reggiana e Ancona
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Il tecnico granata Aimo Diana durante il match fra Reggiana e Ancona

Il tecnico esalta l'allenatore granata, il gruppo e la tifoseria

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REGGIO EMILIA. Il patron Romano Amadei, in occasione della visita della Reggiana all’Immergas aveva chiesto al mister Aimo Diana di rinnovare subito il contratto anche per la prossima stagione. Diana non si è scomposto e ha risposto al patron: “Ma io il contratto per l’anno prossimo ce l’ho già perché se andiamo in serie B si rinnova automaticamente”. Il lieto fine è tutto in un sorriso da parte di entrambi.

LA LEZIONE DI DIANA
«Aimo Diana merita un bel 10 in pagella» tuona Luciano Foschi. A volte capita che sia un collega a fare le pagelle e l’ex tecnico granata ne spiega le ragioni. «Si chiama sistema di gioco asimmetrico. Così viene definito a Coverciano. Diana è stato bravissimo nel leggere subito il match perché era partito con una difesa a quattro “camuffata” ma dopo dieci minuti ha visto che la sua difesa poteva reggere l’uno contro uno, tanto che ha rischiato solo un mezzo contropiede e ha cosi’ avanzato Guglielmotti sulla linea dei centrocampisti in fase di possesso palla. Solo quando c’era da fare la diagonale difensiva, perché Sciaudone non rientrava a sinistra Guglielmotti rientrava e Camigliano scivolava a sinistra. In più con la coppia Cigarini-Rossi ha gestito bene il possesso della palla consentendo a Sciaudone o Rosafio di allargarsi a sinistra, mantenendo Zamparo prima punta». Tradotto in moduli la Reggiana ha iniziato col 4-3-3 poi è passata a un 3-4-3 per poi cambiare ancora. «Nel secondo tempo si è messo con la difesa a tre, due registi e quattro uomini offensivi alle spalle di Zamparo. Nella ripresa - conclude Foschi - li hanno triturati, a prescindere dall’espulsione».
La Reggiana è in vetta da cinque giornate e ha numeri da capolista. Iniziamo dalla media punti di 2,4 che è impressionante è impossibile da mantenere altrimenti a fine stagione avrebbe 91 punti in classifica. Una Reggiana imbattuta dall’inizio del campionato e che vanta la miglior difesa del girone con solo 4 gol subiti e l’ultimo è proprio quello scaturito al novantesimo contro l’Ancona. Un gol che si poteva evitare che si può concedere a un “gigante” come Luciani che anche martedì sera ha fatto una partita strepitosa.
Zamparo e Lanini sono i cannonieri di una squadra che annovera il miglior attacco del girone con 18 gol e di questi ben 15 sono tutti degli attaccanti. Solo Rozzio, Guglielmotti e Sciaudone sono gli “estranei” nel novero dei bomber granata.

FORZA MENTALE
La forza mentale è un concetto astratto e che come rimarca Aimo Diana riguarda i singoli atleti ma quando questo concetto appartiene al gruppo diventa devastante. Si capiva guardando la partita che Cigarini e compagni sapevano che prima o poi avrebbero sbloccato il risultato. In loro c’era una convinzione tangibile che la squadra sa trasmettere anche ai tifosi. Chiamiamola convinzione, autostima o forza mentale ma sta di fatto che quando la partita non si sblocca subito, la Reggiana ha la certezza di poterla vincere alla distanza: è stato cosi’ con la Carrarese, a Pescara, con l’Olbia e martedì sera contro l’Ancona, senza dimenticare la rimonta col Modena. Se ciò accade per cinque partite su dieci non è un caso.

SEGNALI
La Reggiana ha un organico di valore e profondo , questo è risaputo, però c’è qualcosa in più. Il portiere Voltolini, ad esempio, ha raccolto un’eredità pesante da Venturi eppure ha dimostrato di essere all’altezza, anzi è maturato tecnicamente. La giovane promessa Daniele Sorrentino entra nell’ultimo quarto d’ora contro l’Olbia e subito si mette in mostra e martedì sera firma il suo primo gol da professionista. Stefano Scappini entra nel finale dopo settimane travagliate dal mal di schiena e firma il gol decisivo per il 3 a 1 e fa una corsa di cento metri per andare a esultare sotto la curva Sud. Per non parlare di uno Zamparo finalmente sorridente. Sono segnali importanti di una stagione che è destinata a essere vincente.

L’AMBIENTE
Il tabellino della partita non offre la giusta fotografia dello spettacolo offerto dal Città del Tricolore: 3.937 paganti più 702 sponsor e 411 tifosi dell’altra squadra per un totale di 5.053. A dire la verità il colpo d’occhio è di uno stadio ben più ricco rispetto alla partita con l’Olbia (4.370 tifosi) ma a prescindere dai dati è l’atmosfera che si vive all’interno dello stadio, la sinergia che si è generata tra squadra e pubblico. Un’empatia vibrante che costituisce un altro segnale positivo.

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