«Ora la Unahotels pensi a salvarsi poi lavoreremo per volare in alto»
Il socio biancorosso Graziano Sassi sprona il team dopo i recenti ko «Portare a Reggio lo scudetto è il nostro grande obiettivo futuro»
il personaggio
Nicolò Valli
«Non siamo tra i più forti ma nemmeno i più scarsi: abbiamo costruito una buona squadra in grado di salvarsi puntando a togliersi delle soddisfazioni, per poi cominciare dall’anno prossimo a lavorare per quello che è il nostro desiderio nonché obiettivo: lo scudetto». La pronuncia più volte quest’ultima parola, Graziano Sassi: il socio biancorosso non ha timore di volare troppo in alto, perché è consapevole di quanti sforzi ci vogliano per arrivare a quel traguardo ma allo stesso tempo conscio delle potenzialità economiche di Pallacanestro Reggiana.
«La famiglia Bartoli è una garanzia» chiarisce l’imprenditore scandianese, al suo secondo anno in società e sempre più inserito nelle dinamiche del club.
Nel frattempo c’è una doppia sconfitta da riscattare a partire da domani, quando la Unahotels affronterà a Masnago l’Openjobmetis.
In Russia è arrivata una sconfitta nei minuti finali dopo essere stati avanti per tanti minuti. Deluso?
«Peccato perché non è la prima volta. Ci è mancato qualcosa ma per lunghi tratti di gara siamo stati avanti. Ci vuole anche fortuna in quei frangenti, stiamo subendo canestri da tre punti che ci tagliano le gambe, e il doppio impegno certo non aiuta ad avere freschezza e lucidità».
Con Trento il team è parso appunto scarico fisicamente e mentalmente. È così?
«In quella gara c’è stato un problema di fisicità, i ragazzi erano svuotati perché giocano due competizioni parallele. Anche per la gara dello scorso mercoledì hanno dovuto cambiare tre voli e qualche scoria se la sono portata dietro».
Domani ci si attende una reazione a Varese, campo ostico. Che gara sarà?
«Speriamo di vincere. Credo proprio che sarò al palazzetto per sostenere i ragazzi. La Pallacanestro Reggiana è infatti una grande famiglia: tra noi dirigenti c’è grande affiatamento e anche in campo si è uniti per provare a raggiungere più successi possibili».
Che idea si è fatto sulla squadra costruita in estate?
«La squadra c’è e Caja mi piace: è un allenatore esperto che fa rendere al meglio i suoi effettivi. Puntiamo a disputare un torneo tranquillo vedendo strada facendo se ci sono le possibilità di arrivare ai playoff».
E in Fiba Europe Cup?
«La coppa è importante anche per un discorso di sponsorizzazione. Portare in giro per l’Europa il Tricolore e i colori reggiani è gratificante».
Il pubblico finalmente è tornato al palazzetto, in attesa dell’amato Bigi...
«Non vediamo l’ora di tornare a Reggio, è fondamentale e siamo in attesa di risposte. I nostri tifosi sono la Pallacanestro Reggiana. Tanti reggiani aspettano infatti la domenica per svagarsi guardando giocare i propri beniamini, e per quanto mi riguarda non c’è soddisfazione più grande di vedere la gente sorridere dopo una vittoria».
Diceva del suo sogno, quello tricolore. Non è esagerato pensare così in grande dopo le ultime annate?
«Io gioco per dare delle soddisfazioni. È chiaro che ti dovresti strutturare a livello tecnico, ma credo molto anche nei nostri giovani. Tra le altre cose quest’anno abbiamo inserito nuovi sponsor; non posso promettere che vinceremo, ma dico che faremo il possibile per arrivare ad alto livello».
Com’è il suo rapporto con il basket?
«Mi rilassa guardare le partite. La squadra viene spesso ad allenarsi a Scandiano ed è bello vedere tanti giovani del paese chiedere gli autografi ai campioni della serie A».
Quanto è stato difficile resistere a una situazione pandemica ora in miglioramento?
«Lo scorso anno il Covid ci ha devastato, sia da un punto di vista tecnico sia economico. Stavamo andando molto bene sino al contagio di tutta la squadra, e dopo abbiamo fatto fatica a riprenderci. Per quanto riguarda invece le cifre, posso solo dire che erano da spavento. Noi soci comunque non ci siamo demoralizzati, abbiamo resistito e sulla base dell’esperienza dell’anno scorso siamo al lavoro per un presente e un futuro rosei».
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