Diana: «L’euforia non va bene Restiamo concentrati su noi stessi»
Cristiana Filippini
REGGIO emilia. «Va bene l’entusiasmo, non va bene l’euforia».
Lo ripete più volte Aimo Diana nel presentare la trasferta di Pontedera.
«Abbiamo un problema con Laezza che non sarà della gara» premette l’allenatore granata prima di approfondire le tematiche del match.
Al netto delle assenze, ci dobbiamo aspettare un po’ di turnover?
«Alcuni cambiamenti ci saranno. Qualcuno ha giocato 90’ nelle ultime due gare e necessita di un po’ di riposo».
Potrebbe quindi riproporre lo stesso schema visto con l’Ancona con Sciaduone spostato sulla sinistra?
«Quella soluzione era stata una pensata del mio vice Baresi, e alla fine ha pagato. Vedremo, per questa gara abbiamo valutato diverse soluzioni».
Si aspetta un Pontedera tutto dietro la palla?
«Vengono da tre risultati negativi e mi aspetto da parte loro una partita di grande attenzione. In questo momento preferisco concentrarmi su quello che dobbiamo fare noi».
Potrebbe presentarsi il solito muro a difesa della porta.
«Dobbiamo abituarci. Affronto il Pontedera da tre anni e lo conosco bene. È vero che ha qualche problema ma poi alla distanza viene fuori».
Mette pressione la vittoria del Cesena?
«A me personalmente no. E a questo proposito ci tengo a fare un distinguo. Se viviamo le partite con entusiasmo come stiamo facendo, non perdiamo il contatto con la realtà e riusciamo a valutare le difficoltà. Se invece ci facciamo prendere dall’euforia è un problema. Se siamo euforici è un grosso problema. Perché una persona euforica perde contatto con la realtà».
Questo deve diventare il vostro filo conduttore?
«Esatto. Perché ci sono altre squadre che stanno facendo bene come noi. Perché il campionato è complicato. Perché la classifica è corta. Perché il Modena è in forte risalita. Se perdiamo contatto con la realtà poi si storce il naso anche per un pareggio a Grosseto. Per questo io e la mia squadra non dobbiamo essere euforici, ma avere entusiasmo e restare razionali. L’euforia la lasciamo giustamente ai tifosi e alla piazza, ed è giusto così. Spero di essere stato chiaro».
Ci siamo lasciati alle spalle le prime dieci giornate, quelle che le servivano per un primo bilancio.
«La squadra ha una sua impronta ben precisa e sa quello che può fare. Dobbiamo solo continuare».
Sorrentino e Scappini in gol contro l’Ancona. La panchina è davvero la sua arma in più?.
«L'importante è averli in panchina: girarmi e sapere di averli a disposizione. Poi a volte ci si prende, a volte si fanno errori inenarrabili».
Su Scappini vuole spendere qualche parola in più?
«Allenarlo è qualcosa di incredibile. Vorrei che tanti calciatori avessero la speranza di fare gol che ha Scappini: una speranza che lo terrà sempre vivo».
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