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Tosi: «Su Rosafio era rigore alla fine l’arbitro si è scusato»

Wainer Magnani
Tosi: «Su Rosafio era rigore alla fine l’arbitro si è scusato»

Secondo il ds «contro il Pontedera la prestazione dei granata è stata all’altezza è mancata la vittoria, ma la C è questa e queste partite capiteranno ancora»

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Wainer Magnani

REGGIO EMILIA. Non farsi prendere dall’emotività del momento: è questo il segreto per avere la giusta visione sulla partita. “In effetti è proprio cosi’ - rimarca il ds Doriano Tosi - perché dopo aver rivisto in pullman, all’amarezza che si respirava negli spogliatoi, è subentrata la consapevolezza di avere fatto meglio rispetto all’immediata impressione. L’amarezza rimane ma solo perché avremmo voluto vincere. Per questo non siamo del tutto contenti. Tuttavia, se guardiamo la partita vediamo, ad esempio che abbiamo fatto girare bene la palla. E nel primo tempo sono state create più occasioni che nella ripresa».

Dunque un punto guadagnato e non due punti persi?

«Un risultato che fa parte del percorso di questo campionato che non può essere tutto rose e fiori. Mi aspetto di alternare momenti positivi ad altri meno convincenti dove faremo qualche errore e saremo puniti. Troveremo avversari come il Pontedera che ci ha studiato bene e non si è lasciato sorprendere. Dovremo trovare il giusto equilibrio tra fase offensiva e difensiva ciò che forse a Pontedera non sempre abbiamo evidenziato».

Il Pontedera al Mannucci ha conquistato 11 punti dei 12 che ha in classifica, non può essere un caso.

«Sono molti gli aspetti positivi di questo pareggio tanto che sul 2 a 1 ho anche pensato di poterla perdere. Quando sei in una competizione stressante e frenetica, tutto può succedere, ma certamente pareggiare una partita in rimonta è un fatto positivo».

È però vero che su 11 partite per 6 volte la Reggiana ha chiuso il primo tempo senza segnare...

«Di questo aspetto ne stiamo parlando ma evidentemente siamo una squadra fatta così. Ci sono compagini che ti azzannano nei primi dieci minuti. Noi siamo diversi, abbiamo ritmi diversi. Siamo una squadra di palleggiatori e di manovrieri che lavora ai fianchi l’avversario e poi se ce la vinciamo. Una squadra che esce alla distanza».

Va anche detto che gli avversari sanno come comportarsi contro la Reggiana.

«Hanno fatto uno studio approfondito, conoscono bene le nostre individualità. È evidente che certi avversari ti aspettano per intercettare la linea di passaggio per poi ripartire, come è stato per il gol di Caponi».

Sui due gol ci sono anche i demeriti dei granata.

«Diciamo demeriti nostri e meriti degli avversari e anche casualità perché sul primo gol la palla è stata deviata da Rozzio e Voltolini l’ha rinviata come ha potuto. Sul secondo abbiamo difeso male».

Cesena e Modena incalzano e mettono pressione?

«Era evidente che il Modena sarebbe uscito alla distanza perché è una squadra forte e di valore. Il Cesena gioca bene, ha una rosa importante, attaccanti forti e non è un fuoco di paglia. Pescara, Siena ed Entella sono più indietro ma hanno voglia di risalire. È una battaglia ancora aperta».

Il Cesena ha qualcosa in più?

«Per me è il Modena la squadra più forte per valori e continuità, lo dimostra la vittoria a Olbia. A Pescara hanno svoltato e ora si sono consolidati».

Resta il fatto che la Reggiana è ancora imbattuta e da sei giornate in testa al campionato, ha il miglior attacco con 20 gol.

«Non è nostro compito mettere in evidenza questi aspetti. A noi il compito di studiare e lavorare per cercare di riprendere il cammino».

Tornando per un attimo alla partita, l’arbitro Di Marco non ha concesso un rigore grande come una casa su Rosafio.

«L’arbitro a fine partite con il mister Diana ha ammesso di aver sbagliato. Può capitare, ha tentennato nel fischiare e ha sbagliato. Certo è un episodio importante perché se passavamo in vantaggio la musica sarebbe cambiata. Pazienza...».

Sergio Contessa è recuperato?

«È in fase di miglioramento e sono convinto che contro la Lucchese sarà a disposizione. Ci sono invece problemi con Laezza che ha fastidio al ginocchio, speriamo non sia niente di grave, sta facendo degli esami strumentali per capire di cosa si tratta».

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