Gazzetta di Reggio

Sport

le statistiche 

Reggiana imbattuta come Napoli e Milan

Wainer Magnani

I granata non perdono da undici partite, si avvicina il record della squadra di Bruno Giordano che perse solo alla 13ª giornata

3 MINUTI DI LETTURA





Wainer Magnani

reggio emilia. Se si pensa a una Reggiana bella, vincente e imbattuta il ricordo corre alla squadra di Bruno Giordano.

Oggi i granata di Aimo Diana non perdono da undici partite (solo Sudtirol, Milan e Napoli hanno lo stesso primato ma con una partita in meno per la serie A) mentre nella stagione 2004/05 Campana e compagni persero la loro imbattibilità alla 13ªgiornata contro il Rimini.

«Mi auguro che la Reggiana resti imbattuta - commenta il tecnico Bruno Giordano - per tutte le 38 giornate di campionato. Noto che sta facendo benissimo e ci sono molte similitudini con la mia Reggiana. Innanzi tutto nella compattezza del gruppo e poi nel feeling che si è creato con l’ambiente. Quando tra squadra e tifosi c’è una visione unica, Reggio riesce a esprimere il meglio. La grande differenza è nella solidità della società che è stato il nostro punto debole mentre l’attuale proprietà è affidabile. In un altro contesto la mia Reggiana avrebbe avuto le carte in regola per vincere la serie B e pensare in grande. Ciò che credo e mi auguro avvenga quest’anno perché per il momento la Regia sta dominando il campionato per valori, organizzazione e gioco».

Scorrendo l’elenco dei giocatori della Reggiana di Giordano balza agli occhi come il valore tecnico dei giocatori sia simile al collettivo di Diana.

«L’attuale Reggiana ha un organico importante per la categoria - rimarca Marco Valentini, ds della squadra granata di Bruno Giordano - competitivo e profondo con due giocatori titolari per ogni ruolo. Una rosa di giocatori che consente a Diana di variare l’assetto di gioco. Non era da meno la squadra di Giordano, se penso al reparto offensivo con Deflorio, Bertolini, Adeshina, Borneo, Ranalli, Bonfanti e Minetti. Oppure alla difesa con Campana, Cottini, Morello, Redavid, Leke e Foschini. A centrocampo c’era De Vezze, Giandomenico, Napolioni. Ma a prescindere dai nomi anche se poi molti hanno fatto una carriera importante, basti citare Andrea Costa che quell’anno fece la sua apparizione con cinque presenze prima di spiccare il volo verso Bologna, la forza di quel gruppo era l’amicizia e la compattezza tra di loro, tant’è che ancora oggi ci sentiamo spesso. Questo è un fattore importante perché se all’interno dello spogliatoio c’è un gruppo sano e affiatato anche i momenti difficili potranno essere superati.».

«In questo girone della serie C - prosegue Giordano - c’è competizione perché sono convinto che fino alla fine il Modena contenderà il primo posto alla Regia. Non vedo altre concrete rivali anche se il Cesena è di valore. Nulla al confronto, però, di quel campionato dove c’erano formazioni come Napoli, Avellino, Foggia, Spal, Padova, Cittadella, Rimini».

Nel confronto tra le due stagioni, c’è una grande differenza a livello di allenatori.

«In quel campionato - ammette Bruno Giordano - mi sono confrontato con tecnici come Giannini (Foggia), Maran (Cittadella), Ventura e Reja (Napoli), Cuccureddu (Avellino), Ballardini (Sambendettese), Acori (Rimini), Ulivieri (Padova) e Allegri (Spal). Basta scorrere i nomi per capire di chi stiamo parlando. Noto che invece in questa serie C le società si affidano molto a giovani emergenti come Diana cui auguro una brillante carriera».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google