«Condannati nel finale dai due rimbalzi di Cremona»
Il coach Caja imputa il ko all’attacco e alle disattenzioni sotto canestro «I 58 punti realizzati sono un dato modesto per pensare di vincere»
i protagonisti
nicolò valli
«È stata una partita difficile per noi. In attacco non siamo riusciti a prendere ritmo senza mai trovare qualcuno da cavalcare. In difesa siamo andati bene, ma i loro due rimbalzi offensivi nell’ultimo minuto hanno fatto la differenza».
La chiave della sconfitta con Cremona, per il coach Attilio Caja, è proprio nelle disattenzioni finali che hanno portato ai canestri di Cournooh e Spagnolo.
«Un dato modesto sono i 58 punti realizzati- ammette Caja- abbiamo iniziato la gara con un approccio sbagliato e l’abbiamo finita allo stesso modo. Concedere 64 punti è buono e i punteggi alla fine di ogni quarto lo confermano, ma offensivamente non siamo stati sufficienti».
Pensiero condiviso anche dal ds biancorosso Filippo Barozzi, che parla però di «occasione mancata».
«C’è grande rammarico e delusione, era una partita che avremmo potuto portare a casa - afferma il direttore sportivo- in attacco qualcosa ci è mancato ma quando qualcuno ha l’opportunità di giocare di più dovrebbe coglierla; lunedì mattina (oggi) faremo un altro giro di tamponi, poi partiremo per l’Israele».
Mercoledì, infatti, è in agenda la sfida con l’Hapoel Galil Gilboa nella quale i biancorossi cercheranno pronto riscatto.
«Contro Cremona gli episodi ci hanno condannato- dichiara il capitano Leo Candi - e mi riferisco a quei due rimbalzi quando eravamo infatti punto a punto e ce la stavamo giocando. Dispiace perché c’era l’opportunità di vincere ed è un peccato, ma proveremo a fare meglio in Coppa».
Paolo Galbiati, tecnico cremonese, si porta a casa la prova superlativa dei suoi italiani ma tesse comunque le lodi alla Unahotels: «Faccio un grande augurio di pronta guarigione a Cinciarini e Olisevicius, le loro assenze si sono fatte sentire. È stata una partita non certo per palati fini ma di grande energia; Reggio è tosta perché è rientrata a tutte le nostre spallate e si vede la mano di Caja».
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