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Anche nel fango la Reggiana è la più forte Battuta la Lucchese, il Cesena spinto a -3

Wainer Magnani
Anche nel fango la Reggiana è la più forte Battuta la Lucchese, il Cesena spinto a -3

Su un campo al limite della praticabilità, Sciaudone e Rozzio decidono una partita in cui i granata hanno dominato

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Wainer Magnani

REGGIO EMILIA. La Reggiana liquida con un gol per tempo la Lucchese e abbozza un primo tentativo di fuga: ora sono tre i punti di vantaggio sul Cesena e quattro sul Modena. Un successo meritato per le occasioni create e anche per la determinazione nel voler cercare a tutti i costi la vittoria. Sotto il profilo del gioco e della manovra è stato il campo pesante, inzuppato d’acqua a condizionare le giocate e sotto un certo aspetto i palleggiatori granata sono stati più condizionati ma anche i primi a rimboccarsi le mani e a lottare su ogni palloni.

La Lucchese può solo recriminare per un fallo di mano di Sciaudone in avvio di ripresa che poteva essere sanzionato con il rigore ma per il resto il portiere Voltolini è rimasto inoperoso per tutti i novanta minuti. La Reggiana viceversa ha giocato un primo tempo di grande intensità e pericolosità se si pensa che alla conclusione di Zamparo (8’pt), poi Radrezza (21’ pt) alla clamorosa traversa di Lanini (22’ pt), l’incornata di Rozzio e il tiro di Sciaudone (29’ pt). Occasioni che sono state il preludio al gol di Sciaudone (43’ pt) che ha sfruttato un velo di Lanini e ha battuto il portiere Coletta sul primo palo. Un gol provvidenziale perché il campo pesante non avrebbe consentito nella ripresa la solita manovra arrembante dei granata. E in effetti, c’è voluto un imperioso stacco di testa di Rozzio a chiudere la partita (19’ st). Un raddoppio che ha indotto il ds del Modena Vaira a lasciare il Città del Tricolore: per questa volta la Reggiana è stata imprendibile.

La Lucchese può recriminare per quel fallo di mano di Sciaudone in avvio di ripresa ma per il resto ha fatto troppo poco per tarpare le ali a una Reggiana che ha fortemente voluto questo successo che le consente di prendere un buon margine di vantaggio, di rimanere imbattuta e tornare ad essere l’attacco più prolifico del campionato ma soprattutto ha dato una dimostrazione di forza a chi, vedi Cesena e Modena, speravano di poter ridurre il distacco ma così non è stato perché questa Reggiana ha risorse tecniche e morali per poter vincere anche queste partite. E’ stato soprattutto il primo tempo concluso in vantaggio che ha legittimato il successo dei granata che su un campo com’era ridotto ieri quello del Città del Tricolore non avevano sin qui mai giocato. Capire come calarsi in questa realtà è stata la chiave di questa vittoria pesante come il campo su cui è maturata.

In questo contesto ci ha messo, come sempre, lo zampino l’allenatore Aimo Diana che nel momento più delicato del match, non per la pericolosità della Lucchese ma per la pesantezza del terreno di gioco, ha tolto Rosafio e inserito a centrocampo Guglielmotti per dare consistenza alle due fasi di gioco, mentre gli altri cambi sono stati speculari, come la rotazione che ha consentito a Sorrentino, ancora una volta, di mettersi in mostra per la sua pericolosità. Un successo che va anche a merito di un pubblico (4.500 presenze) che nonostante la tipica giornata invernale ha accompagnato per tutta la partita i giocatori in campo con una dedizione nell’incitamento che è stata ammirevole. Un match all’inglese in cui la Reggiana ha mostrato di non avere soltanto il fioretto tra le sue armi. Ora testa a Pesaro, prossima trasferta. E alla partita dopo, quando il Cesena arriverà al Città del Tricolore.

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