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Sciaudone, un gol e un brivido «Sì, forse l’ho toccata di mano»

Cristiana Filippini
Sciaudone, un gol e un brivido «Sì, forse l’ho toccata di mano»

I protagonisti del successo casalingo contro la Lucchese 

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Cristiana Filippini

REGGIO EMILIA. «Forse l'ho toccata". Daniele Sciaduone chiarisce l'episodio del rigore reclamato dalla Lucchese. "Può essere che mi sia finita sul braccio - ammette - poteva anche fischiarlo ma fortunatamente per noi non l'ha visto. Questa volte è andata bene a noi, in altre occasioni non è stato così". A portare il giocatore sugli scudi è stato invece il gol che ha sbloccato la partita.

"Ho chiamato la palla a Rosafio dicendogli di lasciarmela - spiega Sciaudone - ho tirato di prima intenzione sul primo palo e per fortuna la palla è entrata. Sono super contento anche perchè è servito a portare a casa una vittoria importante. In più abbiamo dato un bel segnale alle inseguitrici". Quello che invece ancora non si spiega è invece il gol fallito sempre nel primo tempo. "Voglio rivederlo perchè non lo ricordo molto bene. Ho visto il difensore stoppare male la palla, mi sono avvicinato e ho cercato di alzare la palla per superare il portiere. Non so chi l'ha presa, forse il portiere con un gesto istintivo e la palla è uscita. Mi sono rifatto dopo". Nonostante le condizioni proibitive, Sciaudone si è esaltato. "Mi è andata bene perchè si sono creati molti spazi. Ma credo che tutti abbiano fatto la loro parte adattandosi alle condizioni del campo". Un campo che di fatto ha fatto saltare il banco rispetto a come era stata preparata. "Ha limitato tutti, avversari compresi. Non si riuscivano a fare tanti passaggi e la palla tante volte si bloccava, si rallentava e diventava difficile servire i giocatori che potevano andare via in velocità".

Sergio Contessa è tornato in campo da primo minuti dopo alcune partite trascorse a seguire i compagni dalla tribuna e dalla panchina.

"Fisicamente sto abbastanza bene - spiega - meglio di quanto pensassi. Ero un po' preoccupato invece è andata bene". Bene lui e bene la partita. "Siamo stati bravi ad interpretarla nel modo giusto su un campo molto difficile. Da un lato non era proprio praticabile mentre dall'altro si poteva giocare".

E per chi, come Contessa gioca sulle fasce, avere un parte non praticabile, può creare problemi. "Dalla mia parte il secondo tempo non è stato facile, quindi ho preferito stare più basso pur essendo passati a cinque per non andare in difficoltà o mettere in difficoltà i miei compagni". Questa partita ha dimostrato che questa squadra non gioca solo di fioretto. "Siamo stati tutti bravi a calarci in un contesto come questo". Per Sergio Contessa quello con la Reggiana è stato un matrimonio celebrato per la seconda volta. "La prima volta non era andata benissimo ma con Reggio ho sempre mantenuto ottimi rapporti. Per me questa deve essere la stagione del riscatto".



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