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Diego Antl a Rovigo da ex e capitano del Valorugby «L’impresa è possibile»

R.S.
Diego Antl a Rovigo da ex e capitano del Valorugby «L’impresa è possibile»

Nella sfida di domani sera contro i campioni d’Italia in carica «Abbiamo cambiato molto, ma ora il rodaggio è finito»

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REGGIO EMILIA. Nel Valorugby che domani sera alle 20.30 gioca a Rovigo contro i padroni di casa, attuali campioni d’Italia, c’è un giocatore che a quello Scudetto ha contribuito in modo determinante. Diego Antl, 31 anni, giocatore argentino di formazione italiana, è stato il grande colpo di mercato del Valorugby. Reduce da tre stagioni col Rovigo, domani sera tornerà al “Battaglini” con la fascia di capitano dei Diavoli al braccio. Una responsabilità in più che Antl accoglie con emozione e piacere.

«Questa fascia mi onora. Per me il capitano rappresenta tutta una società. Domani sera porterò in campo con me tutti i Diavoli, dal più piccolo bambino dell’Under 6 fino al nostro presidente Enrico Grassi, una persona straordinaria che crede tanto in noi e che ringrazio perché ci mette nelle condizioni ideali per diventare una delle migliori squadre del campionato».

Che emozioni proverà nel tornare a Rovigo?

«Torno in uno stadio dove ho giocato dando tutto me stesso e credo che i tifosi lo abbiamo capito apprezzandomi come giocatore, ma soprattutto come uomo. Giocare al Battaglini è qualcosa di speciale. Ma poi dopo il kick off avrò solo negli occhi e nel cuore il colore granata del Valorugby».

Qual è il bilancio dei suoi primi mesi con la maglia dei Diavoli?

«La squadra è molto cambiata rispetto al recente passato, quindi c’è stato bisogno di ingranare un po’. Partita dopo partita stiamo diventando sempre più squadra e contro Viadana credo si sia visto. Ora però non dobbiamo fermarci, il traguardo è ancora lontano ma va costruito ogni giorno in allenamento e ogni fine settimana in partita».

Fin dalle prime partite si è notato il suo ruolo di “allenatore in campo”, soprattutto per i compagni più giovani.

«Io sono una persona che se vede del potenziale in un giovane fa di tutto per aiutarlo dando i consigli che la mia esperienza reputa più preziosi. Credo che si siano già notati i talenti che abbiamo in squadra. Schiabel, Ortombina, Colombo, solo per dirne tre, sono davvero ottimi prospetti, devono solo credere nelle proprie potenzialità».

E poi ci sono quei due “ragazzi terribili” in mezzo al campo che si stanno mettendo in mostra: Garcia e Dominguez.

«Gonzalo Garcia è cresciuto nella vecchia scuola argentina, ha una determinazione pazzesca, sa quali sono gli obiettivi e fa di tutto per raggiungerli con una maturità eccezionale per la sua età. Dominguez ha una potenzialità ancora tutta da esprimere, è alla sua prima esperienza con una squadra di vertice, diamogli tempo».

Questo Valorugby ha una forte anima “argentina”...

«Sì, siamo in tanti. A cominciare da Randisi che ormai è più reggiano di tanti nostri tifosi. Poi ci sono Sbrocco, Diaz, Castiglioni, gli stessi Garcia e Dominguez. Tutti ottimi giocatori e ragazzi tranquilli fuori dal campo».

Quanto pesa non aver ancora disputato una partita nel proprio stadio?

«Vengo da una realtà come Rovigo dove il fattore campo si sente eccome. È strano non poter giocare e neppure allenarsi nel tuo stadio, speriamo che la faccenda si risolva al più presto. Per il momento facciamo buon viso a cattiva sorte, ci spostiamo tra Jano, Canalina e Parma per gli allenamenti. Un po’ di sacrifici in attesa di ritrovare il Mirabello”.

L’Antl fuori dal campo: come si trova a Reggio?

«Benissimo. Abito in centro storico e cerco di vivere e conoscere la città il più possibile. Peccato che a mezzanotte sia già tutto chiuso, ma di giorno si sta davvero bene. Dell’Acqua e Rimpelli mi portano in giro, loro sono due ottime guide per conoscere la città».

R.S.

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