La Reggiana ritrova Pellizzari, l’avversario dal cuore granata
«Il licenziamento dal Ravenna? Storia vecchia, ho pagato per una ragazzata. Ora sono alla Vis Pesaro e mi trovo bene nonostante la concorrenza nel ruolo»
REGGIO EMILIA. Stefano Pellizzari e Stefano Piccinini da una parte, Luca Cigarini e Matteo Voltolini dall’altra. Domenica a Pesaro – in campo o in panchina, si vedrà – ci saranno 4 reggiani doc, equamente divisi tra squadra di casa e squadra ospite. «Se è per questo– dice Stefano Pellizzari da Correggio – da noi ce ne sono diversi anche delle zone limitrofe, della provincia di Modena, ad esempio, visto che in estate è arrivato un poker di ragazzi dal settore giovanile del Sassuolo».
La storia di Pellizzari è singolare. Ad inizio 2019 fu licenziato in tronco dal Ravenna per aver postato su Instagram – visto che quel giorno era fuori per squalifica- una foto con gli amici di sempre in curva sud assistere proprio alla sfida tra Reggiana e giallorossi romagnoli. Tosi, poi, lo mise sotto contratto, anche se lui in campo con la maglia granata non è mai sceso.
A distanza di due anni non ha molta voglia di ricordare l’episodio. Non è così?
«Ho già chiarito più volte, è stata una ragazzata, già finita nel dimenticatoio, poi mi sono tolto le mie soddisfazioni a Legnago ed ora alla Vis».
Dove, per la verità, non trova molto spazio. Per scelta tecnica? O c’entra magari qualche infortunio?
«Siamo in molti difensori, l’allenatore fa le sue scelte, io le rispetto e cerco comunque di farmi trovare pronto. No, per fortuna non ho accusato infortuni».
Se l’aspettava, ad inizio, questo scarso minutaggio?
«Difficile a dirsi, non sai mai quanto sarai impiegato, sono finito in un ambiente nuovo, allenatore nuovo, la speranza di giocare c’è sempre, ma vanno rispettate le scelte, noi poi siamo un gruppo giovane, molto affiatato, stiamo bene assieme ed anche così si spiegano i risultati ottenuti».
Già, perché la Vis Pesaro non va sottovalutata. Viene da una striscia positiva di 7 risultati utili, finora ha perso solo 2 partite. Che partita bisogna attendersi?
«Piacevole, divertente, da parte mia sarà emozionante, non lo nascondo, ma ancor di più lo sarà il match di ritorno , al Giglio, scusate ma io lo chiamo ancora così, come quando da bambino lo frequentavo da spettatore» .
Pesaro, tatticamente, come si schiera e quali sono i vostri obiettivi?
«Partiamo dalla seconda, l’obiettivo è la salvezza, normale per una squadra giovane, un poco inesperta,tatticamente il modulo di base è il 3-5-2».
Cosa deve temere , domenica, la Reggiana, o meglio da cosa deve guardarsi?
«Lo sa bene, la nostra mentalità, l’atteggiamento, tatticamente e tecnicamente non so ancora se il nostro allenatore preparerà qualcosa di particolare, ma la nostra filosofia è l’aggressività, l’attenzione, poi sappiamo benissimo che qualitativamente la Reggiana ci è superiore, la squadra granata deve vincere il campionato, è stata pensata per quello, noi invece siano una squadra costruita per mantenere la categoria: questo è il nostro obiettivo».
A Reggio un poco si aspettano di trovare dieci giocatori dietro la linea del pallone, sarà così?
«A volte è l’avversario che ti obbliga a difenderti, altre è una precisa scelta, noi per come siamo fatti, per le indicazioni del mister, sappiamo cosa fare in fase di non possesso, abbiamo le nostre armi, cercheremo di sfruttarle al meglio».
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