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La Unahotels torna da Israele con il sorriso

Linda Pigozzi
La Unahotels torna da Israele con il sorriso

Senza Olisevicius e Cinciarini, fermati dal Covid e ancora in quarantena a Reggio i biancorossi eliminano il Gilboa e si avvicinano alla qualificazione alla seconda fase

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Linda Pigozzi

reggio emilia. Niente fuochi d’artificio, scarse le emozioni ma la Unahotels in Israele non delude per niente.

Nel minuscolo palasport dell’Hapoel Gilboa - duemila posti appena, la gran parte vuoti - i biancorossi, ancora in emergenza, fanno ciò che devono e, sbattendosi in difesa, portano a casa un successo che li avvicina di molto alla qualificazione alla seconda fase della Fiba Europe Cup. Si potrebbe festeggiare già mercoledì all’Unipol Arena contro i russi del Saratov : i biglietti per il match che potrebbe regalare il passaggio del turno sono già in prevendita e il club sogna un gran pubblico a sostenere il team che tornerà a casa dopo giorni nomadi. Domenica, infatti, i biancorossi andranno in Laguna per la sfida con la Reyer Venezia. E anche al Talierci si giocherà con un organico ridotto ai minimi termini. Olisevicius e Cinciarini, risultati positivi al Covid prima del match interno con Cremona, attendono ancora di poter fare nuovi tamponi, nella speranza di poter rientrare il prima possibile. Senza due titolari, dunque, la Unahotels è scesa ieri sul parquet della Gan Ner Sportshall. Poche le alternative a disposizione di Caja che nello starting five inserisce Crawford, Thompson, Strautins, Johnson Hopkins.

Thompson è il primo a sporcare il referto. Di là replica Hanochi ma a dominare è la noia. Nonostante non brilli, Reggio è difensivamente pronta a fermare le iniziative locali. Grazie ai colpi di Hopkins e dell’ex Crawford si porta avanti di 7 lunghezze. Quando Kaplan, al 4’, chiama time out il punteggio è infatti di 2 a 9 per i reggiani. Il Gilboa esce al meglio dal minutino di sospensione e presto trova dall’arco i punti della parità. Fermati i suoi nella corsa, Caja cambia le carte in tavola puntando sul capitano Candi. Il team di casa ha però ormai preso fiducia e colpendo sempre da tre al 7’ è avanti 14 a 10. Le mani di Crawford e di un esplosivo Johnson riportano Reggio col naso avanti, prima che Goyte dall’arco ridia il vantaggio ai suoi. Ci pensa un tonico Strautins a spingere la Unahotels avanti di un soffio al primo gong.

Sul 18 a 19 dunque si apre il secondo periodo di gioco. E la musica sostanzialmente non cambia: i biancorossi non esaltano ma continuano a tener il comando della gara fra le mani, seppur con scarti minimi. Solo al 14’, quando Johnson si fa sentire e Thompson la mette dall’angolino, Reggio si concede l’allungo del +5. Reggio riesce a incrementare il vantaggio solo verso la fine del quarto: lì Candi prima e Strautins poi, sorprendono la difesa israeliana con le triple del +12 (31-43). Disgraziatamente il Gilboa si scuote all’istante: Perrantes colma in parte il gap così che all’intervallo Reggio arriva sul +9.

Lenta ma costante la risalita degli israeliani si consuma nel terzo periodo. Al 26’ Reggio, in netto calo delle percentuali offensive, ha già visto ridursi a soli 2 punti il vantaggio. Il 50 a 52 lo sigla con relativa facilità Killeya-Jones. Reggio pasticcia, sbaglia tiri relativamente semplici ma in ogni caso regge e non si lascia agganciare e nei 3’ finali del quarto ritrova pure qualche confortante guizzo offensivo. Da applausi, per dire, il contropiede di Bonacini che ricaccia indietro di 9 il Gilboa.

La Unahotels entra nel periodo conclusivo decisa a dar la spallata decisiva al match. Il team di casa, precipitato sul -12, prova a dar il colpo di coda. L’opera di contenimento dei reggiani non è perfetta e, al 36’ il Gilboa con l’energico lungo Killeya-Jones ha dimezzato lo svantaggio (64-70). Stringendo i denti, la Unahotels la chiude già al 37’ con gli affondi di Crawford e Strautins.

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