Reggiana
Roberto Tegoni
PESARO. La Reggiana non si ferma, anzi. Procede in maniera risoluta, costante, come un bulldozer, il suo cammino da imbattuta in vetta alla classifica, asfaltando la Vis Pesaro e violando il suo campo per 3-0 grazie alle reti di Cauz, Lanini e Zamparo. Un successo netto e tutt’altro che scontato.
La Reggiana dà l’ennesimo segnale al campionato, replicando alla contemporanea vittoria del Modena sul campo del Siena e aspettando il posticipo di questa sera al Manuzzi, la sfida tra Cesena e Pescara.
Prestazione maiuscola dei granata e vittoria tutt’altro che scontata sul campo di una delle squadre più in forma del campionato; la Vis Pesaro veniva infatti da una striscia positiva di sette partite consecutive, nelle quali aveva fermato sul pari il Cesena e aveva vinto contro il Gubbio. E anche ieri, i marchigiani hanno venduto cara la pelle, impostando la partita sull’agonismo e sull’intensità, soprattutto a centrocampo, facendo sudare e non poco i granata, ieri vestiti con un’insolita divisa arancione, la terza ufficiale.
E qui arriva la prima grande, bella notizia per Diana e i tifosi della Reggiana. Questa squadra sta dando chiari segnali di sapersi adattare a tutte le condizioni tattiche, atmosferiche e agonistiche che si presentano sul terreno di gioco. Così come lunedì scorso, sull’acquitrino del Città del Tricolore Rozzio e compagni erano stati bravi ad interpretare le condizioni disastrose del campo, anche al Benelli i granata sono stati capaci di adattarsi ad un terreno di gioco forse ancora peggiore di sette giorni fa. Un terreno pesante, gibboso, sul quale si alzavano zolle ad ogni intervento di gioco e che probabilmente hanno giocato un brutto scherzo a Paolo Rozzio. Il capitano, dopo pochi minuti di partita, si è scontrato con Gucci che si è appoggiato sul ginocchio sinistro di Rozzio, per il quale si sospetta una distorsione. Al suo posto, dentro Camigliano che già non era al top della condizione.
Dopo questa capacità di adattamento, in cui i granata si sono calati perfettamente nella contesa con elmetto e spada a difendersi da una Vis Pesaro propositiva ma quasi mai pericolosa, è necessario sottolineare un altro aspetto positivo: sebbene non sia stata una Reggiana brillantissima da un punto di vista delle occasioni, si è finalmente vista una squadra cinica, concreta, capace di colpire nelle occasioni che crea. Una squadra che quando serve, gioca in punta di fioretto e ne ha gli interpreti per farlo al meglio. Mentre ieri, contro un avversario in forma e arcigno, ha saputo essere “brutta” – passateci il termine – ma terribilmente efficace.
Venendo alla cronaca, Diana conserva Sciaudone e Rosafio non al meglio, dando una chance a Muroni e riproponendo il 3-5-2. Dopo l’infortunio occorso a Rozzio ci ha pensato Cauz (primo centro), in una delle sue solite sortite offensive a sbloccare la partita con un colpo di testa chirurgico su assist al bacio di Cigarini. Nella ripresa, con una difesa passata a quattro, la Regia ha trovato il raddoppio con Lanini che fin lì aveva faticato. Un 2-0 arrivato direttamente sul calcio di punizione. Finalmente, ci permettiamo di aggiungere, visti i tantissimi tiratori a disposizione. Un destro potente, a giro, da parte del 94 granata (quinto gol in campionato) che non ha lasciato scampo a Farroni. Di fronte a 447 reggiani in festa, che cantano “la capolista se ne va”, i granata arrotondano con Zamparo, arrivato al settimo sigillo stagionale, che sugli sviluppi di una punizione, sporca l’ennesima deviazione di Cauz che vale il 3-0.
Una domenica perfetta, o quasi. In attesa di conoscere le condizioni di Rozzio, i ragazzi di Diana si godono il primato, l’imbattibilità e il record di partite utili consecutive – 13, battuto il precedente della Regia di Bruno Giornano – alle spalle della Reggiana 92/93 che arrivò a 19 gare senza perdere. Decisamente un buon viatico per la sfida di domenica al Città del Tricolore, contro il Cesena.
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