Cinciarini raggio di luce nella domenica buia della Unahotels a Mestre
Il rientro del play titolare fra le pochissime note positive Alla Reyer i reggiani hanno concesso troppo sul perimetro
Adriano Arati
reggio emilia. Ripartire dopo la peggior prestazione stagionale. È tornata subito in palestra per preparare la delicatissima gara di coppa di mercoledì la Unahotels, fresca dell’unica imbarcata rimediata sinora da settembre a oggi. Anche nelle sconfitte, il gruppo reggiano era sempre riuscito bene o male a rimanere a contatto con le rivali, con la difesa o con il tiro, a Venezia invece la gara è praticamente finita alla metà del secondo quarto. Nel mezzo di un ciclo intensissimo, affrontato senza Cinciarini e Olisevicius, una giornata da calo totale di energie poteva arrivare, anche se certo non è gradita. L’importante ora è rimettersi in sesto per il match con Saratov che potrebbe regalare il passaggio del turno.
Contro la Reyer, i biancorossi hanno patito enormemente la forza e la fisicità avversaria. Venezia è squadra tosta e massiccia, specialmente negli esterni, e ha sfruttato il vantaggio senza però che i giocatori di Caja riuscissero mai a trovare alternative. Sono arrivate troppe palle perse, ogni passaggio è diventato un’impresa, le soluzioni in isolamento non hanno portato a molto e servire i lunghi in area è apparsa una piccola impresa.
Da un punto di vista tecnico, domenica non ha girato praticamente nulla, almeno sino a quando Venezia ha tenuto il piede sul gas prima di mollare la presa nel finale.
A colpire è la percentuale da fuori degli orogranata, un 17/33 insolito contro una Reggio sinora molto brava a coprire il perimetro. Ma la differenza atletica e di intensità ha aperto troppi spazi e alla fine i veterani Reyer ne hanno approfittato. La qualità altrui va riconosciuta, Tonut, Daye e Vitali insieme hanno un 11/16 dall’arco difficile da gestire.
Fra le poche note liete, il rientro di Cinciarini dopo la positività al Covid che l’ha tenuto fuori due gare. Impiegato dal principio, il play non ha mostrato segni particolari di ruggine o di affaticamento, guidando i suoi nell’unico sprazzo decente, in avvio. Qualche lampo di impegno lo ha mostrato Diouf, e pure Candi e Baldi Rossi hanno provato a tenere botta nel momento peggiore, per evitare uno scarto ancora più pesante.
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