Reggiana, Tosi: «Rischiamo di non avere Rozzio sino a Natale»
Il ds granata in ansia per le condizioni del capitano infortunato: «Aspettiamo gli esami ma potrebbe saltare l’andata»
REGGIO EMILIA. «Non sappiamo per quanto Paolo Rozzio dovrà restar fuori a causa dell’infortunio. Dobbiamo aspettare l’esito degli esami. Ci ha guastato la gioia della vittoria a Pesaro».
Non nasconde l’amarezza il ds granata Doriano Tosi.
«Quando ci sono infortuni di questo tipo - spiega - c’è sempre il rischio dell’interessamento del legamento collaterale. Temo che per il girone di andata perderemo Paolo. Per noi è un problema enorme. A fine partita non eravamo molto contenti per Rozzio e per altri mille problemi legati alle condizioni di altri giocatori».
Camigliano, in effetti, non doveva giocare.
«Camigliano come Sciaudone e Rosafio erano in panchina ma dovevano rimanere a riposo per smaltire delle infiammazioni muscolari del post Lucchese. Se fossimo stati a metà secondo tempo, il mister avrebbe potuto chiamare in causa il giovane Chiesa ma dopo 4’ dall’inizio non ha avuto scelta per non stravolgere l’impostazione data alla partita».
Per la partita col Cesena dovrà fare la conta?
«Capiremo come sta Camigliano e gli altri perché arriviamo da due partite problematiche per le condizioni del terreno di gioco. A livello fisico è un periodo delicato per noi».
Una situazione che determinerà un’accelerazione per il tesseramento di Cremonesi?
«Bisogna riflettere bene perché abbiamo a disposizione solo uno slot per il discorso degli Over. Per questo dobbiamo aspettare di capire l’entità dell’infortunio di Rozzio per avere un’idea sui tempi di recupero».
E per il portiere Russo?
«Il regolamento prevede la possibilità di togliere dalla lista un portiere e inserirne un altro senza intaccare il computo complessivo degli over».
Il tecnico Diana potrebbe avere una soluzione tattica: giocare a quattro in difesa.
«In qualche modo dovremo arrangiarci. Non c’è dubbio, però, che questo infortunio del capitano ci ha complicato la vita. Abbiamo meno tempo per pensare a cosa fare».
È demoralizzato?
«Ogni settimana ci viene messo un bastone tra le ruote per cercare o provare a rallentare la nostra corsa. Non è facile. Da Pesaro sono tornato a casa preoccupato per l’infortunio di Rozzio più che soddisfatto per la vittoria».
Teme una ripercussione psicologica?
«È un gruppo mentalmente gruppo forte che ha superato altri momenti difficili e supererà anche questo».
Cremonesi l’ha visto bene?
«Con lui dobbiamo trovare un accordo contrattuale che vada bene a lui e a noi. Vogliamo valutare attentamente tutto, anche le sue condizioni fisiche perché l’età porta ad accumulare traumi e acciacchi. Stiamo riflettendo perché, come detto, è una mossa che non possiamo sbagliare».
A gennaio pensate a un centrocampista con le caratteristiche di Del Pinto?
«Muroni è all’altezza e poi la nostra squadra richiede dei palleggiatori».
In effetti basta vedere un allenamento per capire qual è il Dna della Regia.
«Diana ha impostato così la squadra e a prescindere da dove si gioca idogmi sono dominio della partita, ritmi alti e palla che gira veloce».
Voltiamo pagina: a Pesaro è arrivata un’altra vittoria importante in trasferta.
«Importantissima su un campo difficile. Non era semplice vincere per le difficoltà dovute all’avversario e per il terreno di gioco».
Cosa si può dire della sfida col Cesena?
«Con la gara con l’Entella a Chiavari, è la più difficile di questo girone di andata».
Sarà sempre una sfida Reggiana-Modena?
«Le squadre favorite alla vigilia stanno arrivando: manca solo l’Entella ma sta tornando nel gruppo. La sorpresa è Matelica e in parte l’Imolese. Il Modena ha avuto delle difficoltà ma è forte e sapevamo che avrebbe iniziato a correre».
Preferisce essere lepre o cacciatore?
«A me piace stare davanti ma per mantenerci in alto dovremo fare molti punti».
Adesso avete una media che su 38 gare vale 90 punti.
«Sono tanti, perché nel girone di ritorno ne fai meno. Adesso il nostro obiettivo è puntare a chiudere l’andata a 45».
Domenica ci sarà una grande mobilitazione dei tifosi.
«Non finirò mai di ringraziarli. Vedere tutta quella gente a Pesaro è stato commovente. Non giochiamo mai in trasferta. Non c’era tutto questo entusiasmo due anni fa e ci abbiamo messo dei mesi per acquisire credibilità e abbiamo giocato i playoff da soli. Lo scorso anno gli stadi erano chiusi. Adesso la squadra sta dando soddisfazione e ricevendo consensi. C’è un briciolo di responsabilità in più perché dobbiamo essere all’altezza».
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