La Unahotels decisa a passare il turno: sulla sua strada l’ostacolo Avtodor
I russi, primi del girone e già qualificati, non hanno mai perso. Una vittoria aprirebbe ai biancorossi di Caja la seconda fase
REGGIO EMILIA. Tutto in una notte, o poco meno. Oggi alle 20.30 all’Unipol Arena la Unahotels quasi sicuramente priva di Olisevicius sfida l’Avtodor Saratov nel quinto e penultimo turno del girone eliminatorio di Fiba Europe Cup, e con una vittoria potrebbe regalarsi il passaggio del turno. Se i reggiani batteranno i russi, a oggi ancora senza sconfitte, voleranno alla seconda fase in programma a dicembre. In caso opposto, dovranno giocarsi tutto fra una settimana a Zaragoza, in una trasferta non facile contro un pubblico caldo. La grande incognita si chiama Osvaldas Olisevicius.
L’esito dell’ultimo tampone Covid effettuato ieri pomeriggio arriverà solo questa mattina. Se sarà negativo, si correrà per effettuare le visite mediche per la nuova abilitazione in modo da poterlo portare in panchina a Casalecchio. La sua disponibilità sarebbe comunque molto relativa, dopo giorni di pausa forzata e nemmeno un allenamento alle spalle. Pur in questo scenario, l’ideale sarebbe chiudere la questione qui e ora, per pensare poi addirittura al primato, guardando al meno 7, 91-84, dell’andata.
L’importante è il successo, se poi giungesse appunto con 8 punti di scarto l’impresa sarebbe completa. Perché di piccola impresa si parla, contro una formazione tosta, massiccia fisicamente, con lunghi potenti e diversi stranieri bravi a segnare in ogni circostanza a partire da Scrubb, fratello dell’ala allenata da Caja a Varese e decisivo sia nel finale con Reggio sia nella gara vinta al supplementare da Saratov in Spagna. Già di suo, l’Avtodor è cliente scomodo, quindi, e oltretutto anche ormai rodato alle trasferte infinite, visto che in ogni occasione parte dal basso Volga per muoversi. La Unahotels, poi, non è certo al massimo, con un Olisevicius solo parzialmente disponibile, nella migliore delle ipotesi, oltre a Cinciarini appena rientrato dopo sette giorni di pausa forzata e alla inevitabile stanchezza del resto del gruppo. Senza contare che tre giorni a Venezia, Pallacanestro Reggiana ha faticato enormemente in una gara dominata dai rivali, il primo match in stagione in cui i biancorossi non se la sono mai giocata. Non era facile, contro un’Umana a caccia di riscatto, ma l’umore non sarà al massimo.
In Laguna le sofferenze maggiori sono arrivate nella tenuta fisica contro rivali più potenti, il tema si replicherà con i russi, che hanno muscoli e stazza da sfruttare praticamente in ogni ruolo. Reggio dovrà fare un ennesimo sacrificio per regalarsi una qualificazione importante, e non scontata vista l’altissima qualità media del girone rispetto a parecchi altri raggruppamenti, ben più abbordabili. Ci sarà bisogno di attenzione difensiva costante, di protezione dell’area con il lavoro di squadra, con anticipi e aggressività per togliere passaggi semplici. In attacco, senza il principale riferimento, e per evitare di appoggiarsi troppo a uno Strautins senza cambi reali, toccherà agli esterni statunitensi Thompson e Crawford dare qualcosa in più a livello di creatività e pericolosità, per non lasciare troppa pressione su Cinciarini e Candi.
Una formazione organizzata come il Saratov, se può concentrarsi solo su alcuni rivali, è in grado di spegnere presto un attacco.
A ricordare l’importanza della posta in palio è il capitano biancorosso Leo Candi: «Siamo alla vigilia di una sfida per noi fondamentale, vincere significherebbe rendere ufficiale il passaggio del turno e quindi il raggiungimento di uno dei nostri primi obiettivi stagionali», sottolinea. Ed è l’occasione per rifarsi dopo le sofferenze con la Reyer. «Siamo reduci da una partita dove sicuramente non abbiamo fatto bene, subendo l’energia e la fisicità di Venezia senza riuscire a replicarla: domani dovremo essere noi a fare quello che ha fatto la Reyer, aggredendo cioè la partita e mettendo i nostri avversari in difficoltà. Saratov è ancora imbattuta ed ha grandi qualità, non sarà facile, ma noi vogliamo questa vittoria a tutti i costi».
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