«Il top è il Fabbrico ma Montecchio e Riese sono squadre solide»
Vinceti, tecnico della Vianese, fa le carte al campionato «Schierando Barozzi, il Baiso è come se partisse sull’1 a 0»
Lorenzo Chierici
VIANO. Paolo Vinceti incorona il Fabbrico di Cristian Iori e promuove il Montecchio di Simone Siligardi come seconda forza del campionato, quindi davanti al Baiso Secchia di Paolo Lori Rizzini.
È questo il pronostico del neoallenatore della Vianese che analizza la situazione di alta classifica del girone B del campionato di Promozione, dove ben cinque squadre lottano per il vertice.
In testa c’è il Fabbrico. Poi Baiso, Montecchio, Riese e Boretto...
«Conosco i giocatori del Fabbrico e sono di alto livello. Il Montecchio mi è piaciuto, è attrezzato tecnicamente, fisicamente e ha una panchina di qualità. Anche la Riese è solida: ho apprezzato l’atteggiamento propositivo che chiede Nazzani ai suoi ragazzi, pur avendo una squadra giovane».
Baiso e Boretto?
«Il Baiso è come se partisse sempre dall’1-0 perché un centravanti come Daniele Barozzi in Promozione non ce l’ha nessuno. Del Boretto apprezzo lo spirito: il fatto di aver organizzato la trasferta di Brescello in bicicletta è stato qualcosa di splendido; sono quelle cose che fanno crescere un gruppo in fretta e se fino a poco fa era primo in classifica… Inoltre lì davanti c’è Lorenzini».
Chi vede protagonista del rush finale?
«È presto per dirlo, ma credo che il Fabbrico abbia qualcosa in più in termini di organico e di fisicità. Subito dietro vedo il Montecchio, che forse ha qualcosa in più anche del Baiso, potendo puntare anch’egli su un bomber di razza del calibro di Bedotti».
E la sua Vianese? Lei ha fatto 7 punti in 5 partite, diciamo in 4, perché era arrivato il giorno prima della gara col Baiso, persa 2-0…
«Sì, ero arrivato il giorno prima e alla domenica la gara l’ha gestita il mio vice Elia Oliviero, che si sta dimostrando un eccellente collaboratore. Poi abbiamo perso col Montecchio, pareggiato con la Riese, perso col Castellarano e vinto finalmente due gare di seguito, contro Scandiano e Monticelli».
Insomma, state arrivando; ma visti i punti persi dovrete pensare alla salvezza. Vero?
«Il nostro obiettivo è mantenere la categoria e consolidarla, per puntare a vincerla l’anno prossimo. Al mio arrivo la squadra aveva 60’ nelle gambe ed era demotivata. Stiamo lavorando tanto sulla parte atletica, sulla fase difensiva e sulla testa dei giocatori, cercando di trovare sempre stimoli nuovi e quello spirito di quadra, che vedo ad esempio nel Boretto e che noi stiamo costruendo di settimana in settimana. Ora dobbiamo valorizzare i nostri giovani, come il 2004 Charaa, il neoacquisto Travagliati, un 2001 prelevato dall’Arcetana. Dobbiamo gettare le base per una crescita globale».
Quale ambiente ha trovato arrivando a Viano?
«Anche la società sta crescendo e io mi sto trovando benissimo con questa dirigenza: ho incontrato persone volenterose, competenti e attente ai dettagli; un gruppo dirigenziale che sta diventando davvero un gruppo forte, sul quale costruire il futuro».
Domenica arriva il Sorbolo e avete l’occasione di allungare la striscia dei risultati utili. Che gara si aspetta?
«Non dobbiamo assolutamente sottovalutare l’appuntamento col Sorbolo, ultimo della classe, ma che ha appena cambiato allenatore e che quindi scenderà in campo col coltello fra i denti».
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