«Prima di smettere voglio portare il Puianello in Seconda»
Il bomber 46enne Andrea Grossi è stato ribattezzato Highlander «Voglio giocare altri due anni La muscolatura ancora regge e io non sto mai fermo»
Nicolò Rinaldi
Quattro Castella. Gli anni passano, ma il brio offensivo di Andrea Grossi non si affievolisce: a 46 anni di età, l’esperto bomber continua a rendersi autore di reti decisive. Domenica scorsa, la sua doppietta ha propiziato l'affermazione casalinga del Puianello sul Ramiseto/Ligonchio: in tal modo, la formazione matildica allenata da Guido Gilioli ha potuto rafforzare le proprie ambizioni.
«La Terza categoria è uno scenario complesso, anche per chi come me ha giocato parecchio a livelli superiori - commenta il navigato goleador - Si tratta di una realtà dove gli schemi hanno un'importanza piuttosto limitata: d’altro canto, questa categoria richiede una spiccata prestanza fisica e rilevanti capacità di corsa».
Qual è il suo elisir di lunga vita calcistica?
«La muscolatura regge in maniera egregia, ma devo comunque metterci del mio e per questo non rimango mai fermo: in estate, la mountain bike mi aiuta tantissimo a restare in forma».
Tuttavia, per lei la stagione 2021/22 non era iniziata molto bene...
«Da un mese a questa parte, riesco a disputare tutti o quasi i 90’: ho ritrovato una dimensione soddisfacente, dopo il dolore al polpaccio che mi aveva costretto a saltare il turno inaugurale».
La doppietta di domenica rientrava nelle sue previsioni?
«Non proprio. In particolare sono felice per il primo gol, che ho realizzato sul secondo palo dopo essermi incuneato nelle severe maglie della difesa avversaria: credo che non sia una rete da tutti i giorni, specie in Terza. Da qui a fine campionato, confido di arrivare almeno a quota 15 nella classifica realizzatori. Intanto una dedica speciale va ai miei figli, che sono pure figli d'arte: Filippo è centrocampista del Vezzano in Promozione, mentre Mattia si occupa della fase offensiva nel Terre Matildiche Allievi».
A cinquant’anni smetterà di giocare?
«Sarebbe fantastico, ma al momento l’obiettivo minimo è restare sul rettangolo verde per altri due anni. Inoltre, prima del ritiro vorrei centrare la promozione in Seconda categoria con il Puianello: spero proprio che ciò possa accadere già la prossima primavera. A tale scopo mi sto adoperando non solo come attaccante puro, ma anche nei ruoli di trequartista e mezzala».
Un tempo lei era soprannominato “Cannuccia”, mentre oggi la chiamano “Highlander”. Perchè questo cambio?
«A essere sincero non lo so, ma a quanto pare nel calcio vengo considerato immortale...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google