«Prima l’aperitivo poi si va in campo»
Il team “Disagio organizzato” partecipa al campionato Csi «Siamo amiche da vent’anni, per noi la partita è un rito»
castellarano. «Noi non ci alleniamo, facciamo solo un aperitivo prima della partita del martedì».
Basterebbe questo per spiegare lo spirito della squadra di calcio a 5 femminile di Castellarano, dal colorito nome “Disagio Organizzato”, che da circa un mese ha iniziato il campionato Csi nel rito al bar di fiducia, prima di scendere in campo.
Basterebbe, ma sarebbe riduttivo.
«La nostra storia inizia con il calcio - raccontano le giocatrici del team - con i campi di terra e le trasferte su pulmini che adesso sarebbero fuorilegge e che, se potessero parlare, ne racconterebbero delle belle. Ci siamo conosciute su un campo da calcio, diventate amiche in un bar e “disagiate” per sempre».
Sempre lì, al Caffé della Rocchetta di Castellarano, le ragazze si sono trovate anche l’ultimo martedì prima di una vittoria contro l’avversaria Ciccisbey, portando alta la bandiera della società locale “Lo Sport Insieme”.
A cantare le note del loro inno - “La dura legge del gol” di Max Pezzali - per poi scendere sul rettangolo verde che ha segnato la storia della loro squadra e della loro amicizia.
«Abbiamo corso insieme anche fuori da quel campo, tra matrimoni, nascite e perdite - aggiungono - eravamo sempre lì, nello spogliatoio della vita ad incoraggiarci, confortarci, spronarci e anche insultarci... mica siamo sante. Ormai sono vent’anni che ci sopportiamo».
Forse è qui, nel caotico mondo di una squadra di provincia, che si racchiude il lato più bello dello sport. Un “disagio organizzato”, di nome e di fatto, tra baby sitter e turni di lavoro.
Solo per poter arrivare in campo e non rincorrere il gesto tecnico perfetto, ma semplicemente correre. Buttare via, tra una risata e una presa in giro, tutto ciò che di pesante ci può essere.
Forse questa è una bella storia da raccontare, ma se lo chiedete a loro: «La nostra storia siamo noi, come direbbe De Gregori- sottolineano -. Noi che continuiamo ad essere qui con un'età media di 35 anni, solo perché ci sono delle giovani che ce l’abbassano. A trovarci una volta a settimana con qualche menisco in meno e qualche figlio in più, non per voler vincere qualcosa ma per fare i nostri aperitivi, ridere stare insieme ed esserci. “Perché in fondo, lo squadrone siamo noi”».
R.S.
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