Aimo Diana è fiducioso «La mia Reggiana lavora duro e si esalta nelle avversità»
La vigilia del mister granata. «Aspetto questa partita ma senza ansia In vita mia non ho mai avuto problemi a prendere sonno...»
il protagonista
wainer magnani
Ogni volta che guardi Aimo Diana hai l’impressione di essere al cospetto di un bambino che il papà ha portato al luna park: quando parla di Reggiana gli si illuminano gli occhi e il suo sorriso diventa contagioso.
«Sono felice di allenare questi ragazzi – ama ripetere – anche questa settimana ci siamo allenati bene».
Per capire cosa intende basta andare un giorno a seguire i suoi allenamenti: come un bambino che passa da una giostra all’altra anche il mister della Reggiana “prova, sperimenta, allena” i suoi giocatori.
«Vorrei provare tante cose, sperimentare ad esempio il falso nueve ma poi ricado sul tradizionale perché abbiamo tanta consapevolezza nei nostri mezzi».
E’ vero che un allenatore si vede nei momenti difficili e Aimo Diana per il momento non sa cosa significa sconfitta e tanto meno ha trovato delle difficoltà, se non gli infortuni a catena.
«Dobbiamo pensare solo a noi stessi - ama ripetere - consolidare quello che abbiamo costruito fino ad oggi che è tanto ma non sufficiente. A Natale faremo il punto della situazione».
ALIBI
Prima Venturi, poi Del Pinto, quindi Laezza e ora Paolo Rozzio ma Aimo Diana non si perde d’animo e non cerca alibi o scuse.
«È difficile dire che siamo felici - commenta a proposito dell’infortunio del capitano - ma per come si era messa, dobbiamo dire che siamo contenti di perderlo solo per due mesi. Eravamo molto preoccupati, perdere Paolo sarebbe stato grave. La speranza è di recuperarlo per gennaio. Per questo abbiamo tirato un piccolo sospiro di sollievo. Cremonesi? Lo abbiamo cercato in estate, io lo volevo poi le dinamiche del mercato non l’hanno permesso. Siamo stati veloci e svegli a riprendere il discorso. E’ stato significativo che un giocatore del suo livello abbia scelto di venire con la giusta umiltà».
C’è chi costantemente guarda le previsioni meteo o si preoccupa se c’è il campo allagato ma Aimo Diana spiazza tutti. «Pensiamo solo a noi stessi. Abbiamo provato qualche soluzione diversa ma faremo quello che le condizioni del campo ci permetteranno. Non mi preoccupo di questo perché so di avere un gruppo capace di esaltarsi nelle avversità, di capire il momento. Io ho le idee chiare su ciò che voglio fare ma so perfettamente che potremmo anche essere costretti ad adattarci com’è stato con la Lucchese e a Pontedera».
VIGILIA
Non è una vigilia come le altre per il valore dell’avversario, per le attese della società e dei tanti tifosi che saranno presenti domenica al Città del Tricolore ma negli occhi del mister non c’è ansia o preoccupazione ma il desiderio di “provare” questa nuova giostra.
«Io vivo bene questa vigilia – rimarca – Non ho mai avuto problemi a prendere sonno, anzi se non mi svegliano non scendo a fare colazione. È questo lo spirito che mi accompagna. Inutile preoccuparsi anche perché so che i ragazzi si sono allenati bene. Se non potremo partire con la manovra dalla difesa o se dovremo attuare altre soluzioni non importa perché la squadra ha la capacità di fare la partita. E poi – sdrammatizza l’allenatore della Reggiana – non ho la bacchetta magica per cambiare le previsioni meteorologiche o per far cessare la pioggia».
CORSA
Ovviamente Diana guarda la classifica ma concede una chance anche a Pescara o Entella. «Se fossimo noi a 20 punti faremmo gli stessi ragionamenti e non ci sentiremmo tagliati fuori. Il calendario dice che avremo quattro partite su sei davanti al nostro pubblico e questo mi esalta, perché i nostri tifosi ci danno sempre una spinta in più, soprattutto nei momenti delicati del match».
Un mister che non pensa “l’unica cosa che conta è vincere” ma va oltre: «Sono un esteta del calcio e amo vivere queste partite dove ci sono due squadre che presentano giocatori importanti per la serie C. Vorrei che fosse una bella partita per tutti al cospetto di una cornice di pubblico da categoria superiore».
È un allenatore che cancella ogni tensione all’ambiente e nel rapporto con i giocatori. Ama ripetere: «Meno so di loro è meglio è. Non voglio sapere cosa fanno quando non sono al campo mi basta vedere come si allenano».
È lo stesso concetto del riscaldamento pre-partita che Aimo non segue mai. «Non voglio arrabbiarmi ancora prima che inizi la partita». C’è però un moto d’orgoglio quando gli viene fatto presente che la sua Reggiana è entrata nella storia del calcio granata. «Noi non ci pensiamo perché siamo focalizzati sul lavoro ma poi prendi consapevolezza che questa è la strada giusta».
Non parla del suo contratto anche perché svela un particolare: «La società mi ha posto un paletto: il rinnovo del contratto sarà automatico in caso di promozione in serie B. Per questo è un pensiero ancora lontano, però devo ammettere che mi trovo talmente bene che direi di si’ a una proposta di rinnovo ma come detto: ho una clausola ben precisa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
