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Majstorovic romantico «Mirabello e pioggia cosa chiedere di più?»

R.S.
Majstorovic romantico «Mirabello e pioggia cosa chiedere di più?»

Il centro italo-croato al terzo anno con i Diavoli di Manghi aspetta con ansia il match di domani con le Fiamme Oro

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REGGIO EMILIA. Alla sua terza stagione con la maglia del Valorugby, Denis Majstorovic è ormai un veterano della squadra, nonché uno dei giocatori più carismatici nello spogliatoio.ù

Il centro italo-croato, 32 anni, è anche uno dei giocatori più in forma nel reparto dei “tre quarti” granata. Sua la meta che ha rotto l’equilibrio nel match poi vinto dai Diavoli sul campo dei campioni d’Italia del Rovigo. Un secondo posto in classifica che il Valorugby ha tutta intenzione di confermare battendo domenica al Mirabello le Fiamme Oro.

Majstorovic, emozionati per il ritorno davanti ai tifosi reggiani?

«Non vediamo l’ora di tornare a giocare al Mirabello. E’ il nostro campo, nel cuore della nostra città. Ci sarà un po’ di emozione all’inizio, ma i tifosi ci hanno seguito anche a Parma e non ci hanno fatto mancare il loro affetto e supporto. Domenica speriamo davvero di avere la tribuna piena di gente».

Al momento le previsioni danno possibili piogge in arrivo. L’ideale per giocare a rugby.

«Appartengo alla categoria di rugbisti che ama giocare sul campo bagnato. Ho un ricordo indelebile di una semifinale Scudetto vinta quando indossavo la maglia di Rovigo sotto un diluvio pazzesco. Se domenica pioverà non sarà un problema, anzi la pioggia mi porta bene».

Come vi siete preparati al match?

«Sappiamo che le Fiamme Oro sono una squadra molto fisica, quindi le nostre prime linee avranno molto lavoro da fare per poi metterci nelle condizioni di finalizzare le opportunità in attacco. Dopo Rovigo abbiamo lavorato moltissimo sulla disciplina, forse il difetto principale mostrato dalla squadra in questa prima parte di campionato. Concediamo troppi calci di punizione agli avversari, sono punti che poi ci costano caro come capitato con Petrarca e Calvisano».

È il suo terzo anno a Reggio: questa è la squadra più forte?

«Siamo un gran bel gruppo, e non è una frase retorica. Si è creato amalgama fin dai primi giorni in ritiro e il mix tra ragazzi giovani desiderosi di mettersi in mostra e veterani con esperienza anche di alta classifica è una formula che può rivelarsi alla lunga vincente. Sta a noi poi trasformare queste potenzialità in vittorie quando scendiamo in campo».

A 32 anni si può considerare un veterano, i giovani in campo la seguono come un “maestro”?

«Non esageriamo. Anzi, sono io che da veterano a volte fatico a tenere il loro passo. Abbiamo ragazzi eccezionali, Mordacci e Bertaccini credo meriterebbero una chance in Nazionale A, e poi ci sono le rivelazioni di quest’anno come Fabio Schiabel e Francesco Colombo che abbinano talento, potenza e un carattere umile fondamentale nella crescita di un giocatore».



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