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Wainer Magnani
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Wainer Magnani

REGGIO EMILIA. Più di così la Reggiana non poteva fare per vincere questa partita: ha creato nove nitide palle gol, colpito due legni e reclamato, anche se con garbo, per un rigore su Guglielmotti. I granata hanno dominato la partita per lunghi tratti concedendo al Cesena solo una doppia occasione in avvio di ripresa con il palo colpito da Bortolussi e subito dopo la traversa scheggiata da Missiroli. Un brivido che poteva costare caro. Ma il tutto nato da errori granata. Per il resto è stata solo Reggiana. Un pareggio, quindi, che va stretto ai granata ma che può essere accettato perché il Cesena ha confermato tutta la sua solidità difensiva e una robusta organizzazione, anche se nel primo tempo non aveva dato l’impressione di essere pericolosa.

La squadra di Aimo Diana ha giocato il più bel primo tempo di tutta la stagione: una frazione ricca di nitide occasioni da gol (ben cinque) e di bel calcio. Se Zamparo e compagni non sono riusciti ad andare al riposo in vantaggio è forse per un briciolo di imprecisione, per sfortuna (il quasi autogol di Bortolussi al 14’pt) e per la bravura del portiere Nardi. Ci hanno provato con tiri dalla distanza Contessa (6’pt) poi Radrezza (10’pt) e Sciaudone (19’pt) poi con penetrazione in area con Guglielmotti (29’pt e 30’pt) e Lanini (42’pt). Il Cesena si è visto solo per un errato disimpegno di Voltolini con tiro a lato di Bortolussi (8’pt). Certo, tante occasioni e nessun gol è un demerito e in questo la Reggiana deve migliorare.

Un pareggio che va accettato per il doppio brivido in avvio di ripresa ma anche per una seconda parte di partita in cui la Reggiana, forse spaventata, per il doppio palo di Bortolussi e Missiroli (5’st) ha pensato a gestire il match senza rischiare più di tanto, pur avendo ancora diverse occasioni con Sciaudone (7’st), Guglielmotti (22’st), Cauz (23’st) ancora Guglielmotti (26’st) oltre a un presunto rigore sullo stesso Guglielmotti (31’st) ma poi la Reggiana si è accontentata del pari e negli ultimi venti minuti non ha spinto, come è stato in altre partite. Forse il tecnico Diana non se l’è sentita di sbilanciare la squadra e ha fatto dei cambi che non hanno alterato l’equilibrio della Reggiana e del match. Questa volta ha utilizzato poco la panchina per vincere la partita ma va rimarcato che anche il Cesena non si è visto se non per un “dai e vai” in area sventato in modo magistrale dall’intervento di Luciani. Eravamo al trentesimo e forse da quel momento in poi il mister Diana ha pensato più a conservare l’imbattibilità che ora è di 14 partite che a tentare il tutto per tutto. In fondo la Reggiana contro il Cesena aveva due risultati su tre a favore anche se ora il Modena, vittorioso sulla Vis Pesaro, è balzato al secondo posto, a due punti dai granata e soffia sul collo della capolista.

Per la prima volta la Reggiana non ha “matato il toro” dopo averlo picconato nel primo tempo ma ha avuto, forse, paura di perdere. Probabilmente anche a livello di gambe lo sforzo operato nelle ultime partite si è fatto sentire anche se forse è più un fattore di testa per un primato che inizia a pesare. Essere lepre non è sempre facile ma lo spettacolo offerto dalla Reggiana è stato di assoluto livello. Certo, Diana avrebbe potuto spostare maggiormente il baricentro della squadra in avanti ma il Cesena non è l’Olbia e ci poteva essere il rischio di perdere. Non sarebbe stato giusto per rispetto dei quasi ottomila tifosi presenti. È stata una partita giocata al cospetto di un pubblico record: 7.658 in totale per un incasso che ha sfiorato i 100mila euro. Ma ciò che ha stupito anche se è ormai una costante, è che il pubblico sugli spalti non ha mai smesso di credere nella vittoria fino alla fine. Questo è forse il rammarico maggiore per i ragazzi di Diana. Una sfida iniziata con una meravigliosa coreografia del Gruppo Vandelli che ha festeggiato i suoi 30 anni di vita ribadendo un principio: “Sempre al tuo fianco”.

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