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«La Regia è il top Se la giocherà con il Modena»

Luigi Cocconcelli
«La Regia è il top Se la giocherà con il Modena»

Domenica l’ex Varone era allo stadio «Mi è dispiaciuto non veder giocare Rossi» 

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il personaggio

Reggio e la Reggiana non si dimenticano. Tanti ricordi e gli amici tengono ancora legato alla nostra città Ivan Varone. Così, fermo il campionato ellenico, l’ex ne ha approfittato per fare un salto al Città del Tricolore e assistere al big match con il Cesena. Varone - volato ad agosto ad Agrinio per iniziare la nuova avventura nel Panetolikos - è reduce dall’operazione al crociato.

«Un peccato - dice- l’esperienza in Grecia stava infatti andando bene, a me piacciono le nuove sfide e la cosa mi intrigava, sono rimasto sorpreso quando mi hanno cercato, poi ho deciso. Modena e Bari mi avevano offerto un sacco di soldi ma per nessuna ragione al mondo avrei lasciato la Reggiana per giocare sempre in C».

Sotto sotto le dispiace non essere stato in campo contro il Cesena?

«Con quel pubblico così numeroso e caldo per me sarebbe stato una manna, sono situazioni che mi i portano a rendere al massimo».

Un giudizio sulla prestazione della Reggiana?

«È una bella squadra, gioca in avanti, cerca di fare sempre la partita, del resto in un ventina di giorni avevo intuito e capito le idee di Diana. Come rosa resta la migliore: per me si giocherà sino alla fine la vittoria con il Modena. Pure il Cesena è una bella squadra, ma la metto un piano sotto».

Differenze nel modo di interpretare il calcio tra Diana e Alvini?

«Per certi aspetti si somigliano, per altri c’è differenza, soprattutto nell’occupazione degli spazi. Mi è piaciuto Cauz, bravo anche nell’andare ad attaccare nell’area avversaria».

Un aspetto negativo?

«Mi è dispiaciuto non vedere giocare Rossi. È un amico oltre che un ottimo giocatore, ma non voglio entrare nel merito delle scelte dell’allenatore che avrà avuto le sue ragioni».

Si è parlato di un rapporto non idilliaco fra lei e Diana. È vero?

«No. C’è stato un poco di nervosismo, ma con me ha sempre avuto un dialogo franco e onesto. È una persona per bene, diretta, quando non si sanno le cose è facile puntare il dito. È inutile stare a rivangare il passato: io avevo un sogno. Non credo sia una colpa inseguirlo, ma sarò sempre legato alla società granata, alla dirigenza, a una tifoseria che mi ha accolto e fatto sentire a casa».

Luigi Cocconcelli

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