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Reggiana, il tecnico Diana assolve Lanini

R.T.
Reggiana, il tecnico Diana assolve Lanini

«Contro l'Imola una partita quasi perfetta, ma dovevamo chiuderla nel primo tempo». E sul rigore fallito: «Sbaglia soltanto chi ha il coraggio di tirarli»

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IMOLA «Il rigore? Toccava a Cigarini, poi in campo ci sono i ragazzi e ci pensano loro. Forse era un po’ stanco e hanno pensato di farlo tirare a Lanini. Martedì ne parleremo. E’ vero, Lanini se l’è fatto parare. Ma solo chi li calcia, può sbagliare: lo dico sempre a mio figlio, che tra l’altro si chiama Eric proprio come lui. Si rifarà in un’altra occasione».

Aimo Diana commenta l’episodio del penalty con estrema serenità, anche per via della vittoria che addolcisce questa piccola amarezza. Il trainer si concentra poi sulla partita e sulla sofferenza finale.

«Gli ultimi dieci minuti è inevitabile che tu soffra, soprattutto se non chiudi prima la partita – spiega il tecnico granata – anche perché l’Imolese è una buona squadra e nel primo tempo la partita andava davvero chiusa prima, con una di quelle azionidove è mancata tante volte la giocata finale. Il rischio è sempre quello – sottolinea a fine partita l’allenatore grranata – anche se la prestazione è stata davvero importante».

E quanto alla consapevolezza di aver corso in effetti il rischio di uscire dallo stadio di Imola con un pari era una rischio concreto, soprattutto nel finale: «C’è stato – ammette il mister – il pericolo di compromettere una partita praticamente perfetta».

La Reggiana semina tanto e raccoglie poco. Ormai un filo rosso che accompagna i granata da inizio stagione. Un dato di fatto di fronte al quale, il mister della Reggiana si mostra, al solito, abbastanza distaccato. Nessuna recriminazione, per capirci. Anzi, di suo, Aimo Diana ci mette l’onestà intellettuale di ammettere che «è anche vero che, altre volte, abbiamo creato tre palle gol e segnato tre volte. In altre occasioni, creiamo tanto e realizziamo poco – commenta Diana – anche se bisogna ammettere che contro di noi, i portieri avversari si esaltano sempre». Il tecnico bresciano passa poi a commentare le scelte iniziali, come Neglia per Contessa e la doppia prima punta in attacco: «Mi sembra abbiano portato a un buon risultato – sorride soddisfatto Diana –-. Neglia l’ho scelto perché volevo un giocatore rapido e veloce e l’abbiamo cercato tante volte. Scappini l’ho scelto perché meritava questa chance e lui si allena sempre bene. Sono contento abbia segnato. Ma per il resto, c’è poco da aggiungere: è stata la solita partita della Reggiana, che domina su tutti i campi e a volte la chiude e a volte no».

Prima della partita, era inevitabile un po’ di pressione psicologica sui giocatori, dopo il sorpasso del Modena in vetta: «Onestamente, la pressione la si avverte un po’ più negli altri – conclude il tecnico granata – noi affrontiamo le partite alla stessa maniera, molto serenamente. Fosse stato aprile o marzo, la pressione era maggiore. Io, personalmente, insieme alla squadra, ci siamo ripromessi di non cadere nella banalità della pressione. Ho giocatori in rosa con passato in Serie A e Serie B. Io stesso ho calcato campi importanti, credo di saper gestire queste situazioni, senza arroganza e quell’umiltà che chiedevo l’ho vista, soprattutto nei minuti finali quando ci siamo difesi».

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