«I reggiani una partita dopo l’altra si stanno innamorando della Unahotels»
Il ds biancorosso Filippo Barozzi approfitta della pausa di campionato e coppa per stendere un primo bilancio dell’annata
l’intervista
Linda Pigozzi
Tempo di bilanci in casa Pallacanestro Reggiana. Quale occasione migliore dello stop al campionato e la pausa prima del secondo round di Fiba Europe Cup per fare il punto del cammino della Unahotels?
«Il bilancio di questo primo segmento di stagione - dice il ds Filippo Barozzi - è molto positivo in coppa, torneo in cui abbiamo passato il turno con una partita di anticipo in un girone di ferro. In campionato ci mancano invece quei due punti che ora ci darebbero una maggiore tranquillità».
Nello specifico quale gara rimpiange di aver perso?
«Non una in particolare. A parte con Venezia, abbiamo giocato quasi sempre alla pari con tutti anche nelle difficoltà legate alle assenze dell’ultimo periodo. Al di là dei due punti che ci mancano, siamo soddisfatti di avere una squadra con identità e carattere».
Che idea s’è fatto del campionato?
«È un campionato particolare. In primis perché le due retrocessioni pesano. E poi perché c’è grande equilibrio. A parte Milano che vola, le altre hanno attraversato, chi più chi meno, momenti di difficoltà».
In estate avevate dichiarato di puntare alla salvezza. Con il passare dei mesi avete ricalibrato gli obiettivi?
«No. In campionato dobbiamo metterci al sicuro il prima possibile. È necessario che il focus resti sulla salvezza. In coppa l’appetito vien mangiando. Abbiamo superato un girone difficilissimo. All’orizzonte ne abbiamo uno altrettanto duro ma molto equilibrato. Daremo tutto per passare il turno».
Nel post Brescia, il coach Caja ha tessuto lodi a Cinciarini. È il play il vostro vero colpo di mercato?
«Ripeto quello che ho detto ad agosto: sapevo della motivazione straordinaria e dello stato fisico di Andrea. Ci aspettavamo che giocasse a questi livelli? Certo. L’abbiamo preso perché ci desse leadership e fosse un punto di riferimento. Ci siamo sbilanciati con Caja perché eravamo sicuri che potesse fare molto bene. Adesso dovremo essere bravi a gestirlo fisicamente affinché il suo rendimento sia costante sino al termine della stagione».
Baldi Rossi al contrario non ha brillato...
«Ora è in recupero dall’infortunio. Sta lavorando a parte e l’obiettivo è averlo in campo già a Treviso».
Soddisfatto di Strautins?
«Arturs si inserisce bene nel sistema di Caja. Ci vorrà però pazienza per recuperarlo».
Candi sembra finalmente aver trovato la sua dimensione, non trova?
«Leo sta facendo una buona stagione e gioiamo del fatto che sia riconquistato il posto in nazionale grazie alle sue prestazioni. È positivo anche nel suo ruolo di capitano».
Non ha però ancora voluto rinnovare con voi.
«Il clima è sereno. Abbiamo fatto le nostre proposte e non sono state accettate. Succede. Adesso ci concentriamo su campionato e coppa ed eventualmente ne riparleremo più avanti».
Anche Diouf è entrato stabilmente nel giro azzurro.
«È l’ennesimo prodotto del nostro settore giovanile e del lavoro di Andrea Menozzi che va in nazionale: la nostra soddisfazione è grande. Momo è in crescita, l’ha dimostrato anche con Brescia. Deve migliorare concentrazione e costanza, ma fa parte del processo di crescita di un ragazzo di vent’anni con un ottimo potenziale».
Anche Bonacini è uscito dalla cantera. Come lo vede nel ruolo da comprimario che gli avete assegnato?
«Molto bene. Si è sempre fatto trovare pronto trasmettendo la mentalità aggressiva e combattiva tipica della Pallacanestro Reggiana. La mentalità che vogliono i nostri tifosi».
Johnson è sempre più utile alla causa.
«Justin è in grande crescita. È migliorato fisicamente e a livello di fiducia. È stata la crescita fisica a dargli questa nuova fiducia. Ci ha messo un po’ a entrare in condizione e adesso deve lavorare per rimanerci».
Come giudica l’avvio di stagione dei due americani debuttanti Thompson e Crawford?
«Steven è un giocatore di grande qualità sia tecnica sia a livello umano. Ha potenziale. Bryant è cresciuto fisicamente ed è riuscito a far vedere lampi di talento. Non è facile per lui partire dietro a un giocatore come Cinciarini. Apprezziamo che sia sempre positivo, così come è apprezzabile il fatto che sia capace di giocare sia con Cincia sia al suo posto».
L’arrivo di Hopkins era stato accompagnato da qualche polemica. Ritiene che abbia dissolto tutti i dubbi?
«Parliamo di un giocatore tecnico e di qualità. Si è calato bene nella mentalità difensiva di Caja e in attacco ha fatto vedere una doppia dimensione».
La stella del gruppo è senza dubbio Olisevicius, un altro lituano che sta facendo emozionare i tifosi reggiani.
«È una grande soddisfazione essere riusciti a valorizzare un giocatore così. A 28 anni per la prima volta è riuscito a entrare nella Nazionale lituana che storicamente è fortissima. Osvaldas dimostra che in questo roster c’è qualità. C’è stato un gran parlare che ci fosse poca qualità in squadra, invece (sorride, ndr) evidentemente qualcosina c’è...».
Venendo a lei, come si è calato nel ruolo di direttore sportivo?
«Nei miei dieci anni in Pallacanestro Reggiana avevo già avuto modo di stare vicino alla parte sportiva. Questo ruolo è per me una bella sfida, piena di responsabilità ma anche di stimoli. Soddisfatto? Sì, ma ho ancora tanto da fare e da migliorare».
La società ha cambiato assetto. Si lavora bene?
«Sì, c’è grande fiducia. La presidente Veronica Bartoli è praticamente tutti i giorni in ufficio e ci supporta in modo costante. Enrico San Pietro (socio e vicepresidente, ndr) è l’anima tecnica e appena può è presente agli allenamenti per dare il proprio contributo. Anche il socio Graziano Sassi è di grande supporto grazie alla sua proverbiale voglia di vincere che ci stimola parecchio».
La Unahotels sta ritrovando il proprio pubblico. Quanto è importante per voi?
«Finalmente contro Brescia si è rivista non dico l’atmosfera del Bigi, ma quasi. Abbiamo registrato il record di pubblico e record d’incassi segno che quando qualcuno viene a Casalecchio poi ritorna. I reggiani stanno pian pianino popolando l’Unipol Arena e per noi è fondamentale».
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