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Justin Johnson è felice «Sto bene, gioco e sento la fiducia di compagni e tifosi»

NICOLò VALLI
Justin Johnson è felice «Sto bene, gioco e sento la fiducia di compagni e tifosi»

BASKET SERIE A1 / A colpi di prestazioni di grande valore il lungo americano ha conquistato i tifosi 

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L’INTERVISTA

NICOLò VALLI

«Un nuovo Arsan in città». Così i canali social della Pallacanestro Reggiana hanno ribattezzato il tuffo tra i tifosi di Justin Johnson nell’ultima gara interna contro la Germani Brescia, nel tentativo di tenere in gioco un pallone. Un gesto, quello del lungo americano, particolarmente apprezzato dagli appassionati, che vedono finalmente l’atleta venticinquenne battagliare e rendere come sperato sin dall’anno scorso. Al suo secondo anno in biancorosso, Johnson sta forse vivendo il suo momento migliore sulle rive del Crostolo: il canestro allo scadere in Fiba Europe Cup e le buone prove in campionato lo confermano, con punti e rimbalzi portati alla causa.

Il tuffo contro Brescia come a un nuovo e simbolico abbraccio coi tifosi ritornati sui gradoni?

«Mi fa molto piacere che sia tornato il pubblico, giocare nei palazzetti vuoti era tremendo. Il gesto? Cerco sempre di fare quello che serve alla squadra per vincere e non ho avuto problemi nel lanciarmi fuori dal parquet».

Dopo la tripla allo scadere con Saratov è esploso in un urlo di gioia. Cosa stava a rappresentare?

«Prima di tutto è stato un tiro importante per la squadra, perché è valso il passaggio alla seconda fase di coppa. Ad inizio stagione ho avuto difficoltà col tiro di fuori; quella gara contro i russi mi ha permesso invece di ottenere tanta fiducia, grazie al 5/5 da tre punti. Ne avevo tanto bisogno».

In estate è rimasto alla Unahotels, dimostrando finalmente il proprio valore. Soddisfatto?

«Sto giocando bene perché sono sano ed in fiducia. Quest’estate volevo fortemente restare qua, mi sono trovato bene con il club e avevo il desiderio di continuare questa avventura. Il coach mi voleva fortemente e riesce a valorizzarmi: con Caja c’è un ottimo rapporto».

Quanto è importante la presenza di sua moglie e della sua bambina?

«Avere accanto la mia famiglia è fondamentale e mi aiuta tantissimo. Mia moglie è la mia più grande fan, ma non risparmia critiche. Vedere mia figlia crescere sugli spalti dell’Unipol Arena è bello, sta diventando grande e sta imparando a conoscere il mondo. Averli vicino mi fa stare bene».

Nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, che idea si è fatto sulla città?

«A Reggio Emilia ho la possibilità di vivere in centro, e mi piace prendere un caffè prima dell’allenamento, e quando ho tempo ne approfitto per fare due passi per il centro storico piuttosto che portare mia figlia al parco a giocare con i coetanei. È una città molto vivibile e adatta ad un contesto familiare”.

Come le piace trascorrere il suo tempo libero?

«Quando non usciamo guardo dei film con mia moglie, oppure gioco online ai videogiochi: quest’ultimo è soprattutto un modo per rimanere in contatto con gli amici americani».

In Italia ha giocato anche a Cagliari e Pistoia. Meglio la cucina sarda, toscana o emiliana?

«Domanda difficilissima, in Italia non sbagli mai. In Sardegna ero impazzito per le linguine con il pesce, a Pistoia mi hanno fatto assaggiare la Fiorentina ma sono diventato un grande fan anche dei cappelletti: mi piacciono molto».

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