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Pozzecco fa il pieno all’Apollo di Abinea con il libro che narra «L’immarcabile»

Nicolò Valli
Pozzecco fa il pieno all’Apollo di Abinea con il libro che narra «L’immarcabile»

L’ex play azzurro, oggi vice coach di Milano, ha presentato il libro sulla sua carriera scritto insieme a Filippo Venturi

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Nicolò Valli

ALBINEA. Un’ora di chiacchierata davanti alla platea del cinema Apollo di Albinea, tra risate, battute e momenti di riflessione.

Ieri mattina Gianmarco Pozzecco, ex campione di basket e oggi vice allenatore dell’Olimpia Milano, ha intrattenuto i numerosi appassionati presenti raccontando aneddoti passati e dispensando insegnamenti rivolti al futuro in occasione della presentazione del suo libro. “Clamoroso. La mia vita da immarcabile” (scritto da Filippo Venturi) racconta infatti la carriera del “Poz” tra sacrifici e sregolatezze, dove il tema dominante è l’amore sconfinato verso la pallacanestro. Dialogando con l’editor di Mondadori Andrea Delmonte Pozzecco si è messo a nudo, dimostrando di aver acquisito più maturità rispetto agli anni da playmaker: «Per riuscire a diventare un giocatore di basket ho fatto enormi sacrifici – racconta – ho utilizzato tutte le mie energie. Ero e sono una persona egocentrica, e con questo libro ho voluto raccontarmi ma in maniera più distaccata rispetto a quando giocavo».

L’aggettivo “immarcabile”, ovviamente, non si riferisce solo alle prodezze che l’ex atleta della Nazionale realizzava sul parquet, quanto allo stile di vita stravagante e spesso e volentieri sopra le righe: «Sapevo di essere un giocatore forte – afferma Pozzecco – ma avevo tanta voglia di migliorarmi giorno dopo giorno. Conoscevo i miei obiettivi e quello che volevo diventare, non accetto però quando mi danno del drogato perché non ho mai fatto uso di droghe».

Lui stesso la definisce “vita da rockstar”, anche se riconosce un profondo cambiamento nella quotidianità rispetto al periodo di Varese: merito di Tanya, presente in sala e con cui si è sposato la scorsa estate. Dopo tre stagioni a Sassari, quest’anno ha deciso di lavorare come assistente di Ettore Messina all’Olimpia; la sensazione, comunque, è che presto Gianmarco tornerà a sedersi su qualche panchina come primo coach: troppo grande la passione per la palla a spicchi, che deve però sempre avere alla base il divertimento: «Sono cresciuto in una famiglia di cestisti e con mio fratello trascorrevamo le giornate a sfidarci in uno contro uno- dice- sono approdato in serie A, ma non avevo l’ossessione di arrivarci ed ho così mantenuto la mentalità ludica del dilettante. Maradona e Cristiano Ronaldo sono agli antipodi, ma sono più affascinato dal campione argentino».

Giusto fare sacrifici per la propria passione, ma senza esagerare. Per lui è assurdo non festeggiare dopo una vittoria, per la quale si lavora duramente tutta la settimana, e anche le diete devono essere ponderate in base alle caratteristiche. Fondamentale, per il “Poz”, non è allora l’obbligo ma il senso di responsabilità: «Mi piace condividere, non comandare. È più importante far capire ai nostri giocatori o ai nostri figli che una cosa è dannosa, non obbligarli a non farla». I referenti delle società sportive albinetane, seduti in una platea quasi gremita, avranno sicuramente preso nota.

Pochi i riferimenti a Reggio. Piuttosto, il “Pozz” non ha fatto mistero del limite rappresentato dal giocare lontano dalla propria città. Entusiasmo e atmosfera calda rappresentano tutto per Pozzecco che al termine dell’evento si è fermato volentieri a firmare autografi sulle copie vendute del suo libro.

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