Colbrelli a Reggio dove tutto è cominciato «Reverberi per me è sempre Nonno Bruno»
Il campione di Desenzano è stato ieri ospite della Merida che gli ha fatto dono di una Mountain Bike personalizzata
il personaggio
aldo spadoni
Nonno Bruno. Anche adesso che ha messo in bacheca una delle vittorie più prestigiose a cui un ciclista possa ambire, Sonny Colbrelli chiama così, con grande affetto, colui che forse prima degli altri intravide le qualità del giovane di Desenzano. Ieri pomeriggio, nella sede della Merida Italia, a Reggio Emilia, ilnome di Bruno Reverberi è stato fatto più volte. E a citarlo è stato proprio il vincitore dell’ultima Parigi-Roubaix, invitato a Reggio proprio dalla Merida che ha fatto dono al nazionale azzurro di una speciale mountain bike Nine Six RC, pezzo unico, personalizzato ed ispirato al soprannome di Sonny, “Il Cobra”, il tutto alla presenza di tutto lo staff dirigenziale dell’azienda produttrice mondiale di biciclette.
Colbrelli in stagione è stato lo straordinario vincitore, dopo 22 anni dal successo di Andrea Tafi, della leggendaria Parigi-Roubaix, una delle grandi classiche monumento del ciclismo mondiale; per lui anche il titolo italiano ad Imola e quello europeo a Trento. Con questa nuova mountain bike il bresciano che abita a Padenghe sul Gara, alternerà gli allenamenti e la preparazione su strada in vista della stagione 2022, con uscite sui sentieri che si trovano alle spalle della sua residenza.
Gli sportivi reggiani sono particolarmente affezionati a Colbrelli, che dopo essere cresciuto tra i dilettanti nella corazzata Zalf Euromobil Fior, nel 2010, fortemente voluto come stagista nella Colnago da Bruno Reverberi arrivò a Cavriago.
Dal 2012 al 2016 è stato uno degli uomini di punta del team targato Bardiani-CSF con 15 vittorie all’attivo tra le quali Coppa Agostoni, Tre Valli Varesine, Trofeo Pantani, Giro dell’Appennino e Coppa Bernocchi. Ha partecipato a 5 Giri d’Italia, mentre nelle ultime cinque stagioni con la maglia della Bahrain ha gareggiato nel Tour de France.
Colbrelli, si aspettava questo regalo?
«Assolutamente no, ma lo staff di Merida mi ha fatto anticipatamente un regalo di Natale sognato ed inaspettato, già domani proverò questo gioiello, costruito appositamente per me, sui sentieri che costeggiano il lago di Garda».
Tornare a Reggio Emilia le ricorda gli inizi della sua carriera alla corte dei Reverberi. Cosa le ha lasciato questa esperienza?
«Un’esperienza indimenticabile, la famiglia Reverberi mi ha dato tanto sotto tutti i punti di vista, essendo arrivato a Cavriago a soli vent’anni e con tanta voglia di emergere; Nonno Bruno, così lo chiamo ancora oggi, è stato il punto di riferimento della mia crescita personale e sportiva. Reverberi mi ha fatto capire che per arrivare tra i professionisti bisogna sempre mantenere i piedi ben saldi a terra, oltre a non dimenticare mai l’umiltà e la voglia di lavorare».
Da cinque anni non partecipa al Giro d’Italia, ma al Tour de France, in questa stagione una tappa per velocisti arriverà a Reggio Emilia, spera di essere tra i protagonisti di questa tappa?
«Certamente tornare al Giro d’Italia sarebbe eccitante, arrivare poi a Reggio dove ho tanti tifosi ed amici sarebbe uno stimolo in più per cercare la vittoria».
Quali sono i principali obiettivi per la stagione 2022 e quando inizierà a gareggiare?
«Sarà una stagione particolare, in quanto dovrò onorare al meglio la maglia di campione d’Europa e la vittoria nella Parigi-Roubaix, dovrei iniziare a gareggiare a fine febbraio con le gare in Belgio per preparare nel migliore dei modi la Milano-Sanremo; un pensierino al mondiale di Wollongong, città australiana dello Stato del Nuovo Galles del Sud, visto il tracciato sicuramente lo farò»
Cosa significa per un corridore vincere la Parigi-Rubaix?
«Il sogno di ogni corridore è quello di trionfare sul traguardo del velodromo di Roubaix, dove si sono scritte pagine gloriose della storia del ciclismo; vincere, dopo uno sforzo immane, ti cambia sicuramente la vita, perché in un attimo hai puntati su di te gli occhi di tutti».
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