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L’ex Pasquale Maione torna a Casalgrande «La Modula si salverà con largo anticipo»

Nicolò Rinaldi
L’ex Pasquale Maione torna a Casalgrande «La Modula si salverà con largo anticipo»

Il pivot di Salvaterra è il vice allenatore del Campus Italia Sabato gli azzurrini sfideranno il team di Matteo Corradini

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Nicolò Rinaldi

Casalgrande. Da giocatore, Pasquale Maione ha conquistato una serie di trionfi che ha ben pochi eguali: ora l’ex pivot di Salvaterra, classe ’82, è pronto per fare un breve ma significativo rientro a casa.

Maione è infatti il viceallenatore del Campus Italia, realtà allestita dalla Federazione con i migliori Under 17 del panorama nazionale.

Sabato sera gli azzurri saranno al pala Keope per affrontare la Modula Casalgrande.

«Quando ho ricevuto l'incarico, sapevo che sarebbe stata una sfida formidabile - sottolinea Maione - questo Campus Italia si sta infatti rivelando ben più di una semplice squadra: si è creato un ambiente molto motivante e quasi familiare».

Qual è il vostro obiettivo?

«Prepararci con attenzione agli Europei Under 18, che si giocheranno la prossima estate in Montenegro: il traguardo da centrare, senza dubbio fattibile, sarà quello di confermarci tra le formazioni di prima fascia».

Agli esordi ha vestito la casacca di Casalgrande. Come vede la Modula?

«Le favorite in ottica playoff sono altre, a cominciare da Cingoli e Romagna. Nonostante la pesante defezione di Aldini, vedo una Modula degna della medio-alta classifica e in grado di salvarsi in anticipo. Quanto a me, sono felicissimo di ritrovare le mie origini: sarà un grande momento».

Che insidie si aspetta di trovare sabato?

«Impossibile ignorare il capitano Mattia Lamberti, unsimbolo per Casalgrande, che è tra i giocatori biancorossi con maggiore esperienza all'interno della categoria. A proposito di esperienza, si tratta della principale dote che a noi manca: i nostri Under 17, infatti, non hanno dei “senatori” cui far riferimento sul parquet di gioco. Ciò complica i piani, ma la genialità dell'allenatore Riccardo Trillini ci sta portando ad affrontare il problema con crescente efficacia».

Tra le sue ex squadre c’è anche Rubiera, che adesso alberga all’ultimo posto sia in A1 sia in A2: è uno scenario che si aspettava?

«In buona parte sì, purtroppo. Entrambe le formazioni sono neopromosse, e hanno organici per larga parte identici a quelli dello scorso anno: per affrontare con efficienza le categorie superiori sarebbero serviti più cambiamenti, e i tanti infortuni hanno portato ulteriori intralci. Ad ogni modo, la stagione è ancora molto lunga: mantenendo ben saldo un forte e autentico spirito di gruppo, la formazione biancorossoblù può sperare a buon diritto di effettuare una sterzata felice in entrambi i casi».

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