Pochi tifosi per la Reggiana: «Il Covid ci ha limitati»
La squadra granata è prima in classifica e prima per media di spettatori. Il pubblico è però decisamente ridotto rispetto al periodo prepandemico
REGGIO EMILIA. Prima in classifica e prima anche per la media spettatori, ma con numeri decisamente inferiori al periodo pre pandemia.
La Reggiana arriva a dicembre forte dei 36 punti che le consentono, insieme al Modena, di guardare tutti dall’alto al basso; il dato del pubblico, 4650 spettatori di media, è il migliore del girone e supera anche diverse piazze in serie B: decisamente niente male, se si pensa che al “Città del Tricolore” si è giocato sinora un solo scontro diretto: quello col Cesena, che ha richiamato infatti diversi appassionati allo stadio.
Modena, Siena, Pescara ed Entella (le quattro formazioni più blasonate) sono previste a Reggio Emilia nel girone di ritorno: se Voltolini e compagni dovessero inoltre continuare a viaggiare così forte, il numero di anime granata presenti non potrebbe che aumentare. Eppure la domanda sorge spontanea: come mai una riduzione così drastica rispetto alla stagione 2019/20, quando la Reggiana di Alvini era accompagnata da seimila tifosi di media? Il Covid e tutte le normative a cui ormai siamo abituati hanno inciso così tanto? La risposta probabilmente è scontata, e due storici tifosi provano a motivarla.
«Prima di tutto i dati sono reali a differenza di quanto accade con altre squadre – afferma Stefano – il Covid ha poi cambiato le abitudini: ci sono quelli che hanno paura, che non vogliono vaccinarsi e nemmeno fare i tamponi; inoltre la presenza di tifoserie ospiti in C è praticamente nulla per la maggior parte delle partite».
«Non tutti i tifosi sono vaccinati, e di conseguenza sommare al costo del biglietto quello del tampone farebbe aumentare notevolmente la spesa – spiega invece Sara, riconducendo il problema ad un discorso economico – inoltre le lunghe file per i controlli e la continua incertezza non aiutano. Scarica post retrocessione? La categoria a Reggio non è mai stata un problema e non credo nemmeno alla paura per il virus. Le Teste Quadre con il comunicato hanno detto che sarebbero tornati al 100%, se qualcuno manca è perché non può o vuole venire».
L’iniziativa “Io ti voglio bene... sempre” lanciata dalla società non ha riscontrato tante adesioni. Col Super Green Pass che il governo si appresta ad introdurre nella vita quotidiana degli italiani, il tampone non sarà più sufficiente per gustarsi dal vivo una manifestazione sportiva. Chi sinora si è recato in Curva Sud piuttosto che negli altri settori con l’esito negativo del tampone molecolare o salivare sarà chiamato in sostanza a una scelta: o il vaccino, o la Regia.
«Continuo a fare il tifo da casa, ma ho preso una decisione e la porto avanti» dichiara Marcella, contraria alla somministrazione delle dosi.
Le lunghe file in occasione del debutto stagionale con il Montevarchi non si sono più verificate, anche se rispetto ad anni fa non esiste più la possibilità di decidere all’ultimo minuto anche in base al meteo.
La sensazione, concludendo, è che per una gara di cartello il tifoso medio sia disposto a fare un sacrificio, che sia una coda di un’ora piuttosto che una prenotazione online, mentre per un match poco appetibile si preferisca aspettare tempi migliori.
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