«Ero deciso a lasciare ma la Reggiana mi ha fatto cambiare idea»
Il centrocampista Fausto Rossi spegne 31 candeline: «I miei figli tifano Regia e io vorrei diventare un dirigente granata»
REGGIO EMILIA. Fausto Rossi festeggia oggi 31 anni. Non è certo il momento di tirare le somme di una carriera ancora in corso, ma l’occasione per gettare uno sguardo al passato per intravedere cosa potrà esserci c’è nel suo futuro.
«Mi vedo come dirigente, magari della Reggiana - rivela il centrocampista granata - anche se mi sento nel pieno della mia maturità fisica e psicologica. Il primo pensiero, lo dico pur con tutte le scaramanzie del caso, è di riportare la Reggiana in Serie B per cancellare quella retrocessione che nessuno, ha digerito. Certo, abbiamo voltato pagina ma questo è il mio chiodo fisso».
Rossi è il capitano in assenza di Paolo Rozzio.
«Sono contento e orgoglioso di essere a disposizione dei miei compagni. Loro sanno che possono telefonarmi, scrivermi e parlarmi in qualsiasi momento. E’ un senso del dovere che mi fa piacere. Quando sono in campo sento di avere la personalità e la “voce” per guidare i miei compagni, anche per il mio ruolo in mezzo al campo».
Il suo futuro è dietro una scrivania ma il suo presente è in campo, anche se c’è stato un momento cruciale della sua carriera che l’ha ulteriormente legato alla Reggiana.
«Sono arrivato a Reggio in un momento di difficoltà fisica e psicologica - ricorda - ero reduce da un’operazione delicata e pensavo di non rientrare più in un campo di calcio. Dopo un anno e mezzo fermo avevo preso in considerazione l’idea di dover smettere. Era una situazione complicata e anche mentalmente non me la sentivo di continuare. Sentivo qualcosa che non andava. Arrivando a Reggio e alla Reggiana ho trovato quell’affetto da parte della gente e quella stima da parte del club e dei compagni di cui avevo bisogno. Una fiducia che mi sono anche guadagnato sul campo con le prestazioni, perché mi sono rimboccato le maniche. Quando la Reggiana mi ha ingaggiato è stato un grande atto di fiducia, come lo è stato il fatto che ogni anno la società mi ha sempre sottoposto il rinnovo del contratto ancora prima della scadenza. Una stima arrivata anche dopo una retrocessione amara come quella della scorsa stagione. Sono questi gesti che ti gratificano come uomo e come giocatore. Nei confronti della Reggiana sono in credito e mi auguro di rimanere in granata il più a lungo possibile per aiutare la crescita del club sia in mezzo al campo che fuori dal rettangolo di gioco. Sono due aspetti che vanno di pari passo: il giocatore e l’uomo sono a completa disposizione della Reggiana».
«Ho raggiunto un livello di maturità importante - prosegue - guardando indietro posso certamente affermare che potevo fare di più. Qualche scelta sbagliata, alcuni problemi familiari, l’infortunio grave che ho avuto a 28 mi hanno condizionato. Stavo giocando l’Europa League, mi apprestavo a vincere il campionato rumeno e ti capita un grave infortunio che per due anni ti fa uscire dal mondo del calcio. È dura reagire. Sono sempre stato un giocatore della Juve che mi ha gestito fino a 26 anni quando sono andato in Spagna. Sono però retrocesso dalla serie A alla serie B e non c’erano quindi le condizioni per potermi riscattare per 3 o 4 milioni di euro, quella che era all’epoca la mia valutazione. Però come detto, a 31 anni, penso di avere ancora tempo per giocare in modo sereno un campionato di serie B con la Reggiana, ciò che non mi è stato possibile lo scorso anno».
Fausto Rossi è talmente legato a Reggio Emilia che ha un progetto ben preciso per il futuro: «Abbiamo venduto casa a Torino e con mia moglie stiamo realmente pensando di vivere qui. Per i miei figli, che sono tifosi solo della Reggiana, qui siamo a casa. Quando andiamo a Torino per trovare i nonni dicono “torniamo a casa a Reggio” perché questa è la loro città. Tifano per la Reggiana non per me, anzi quando lo speaker pronuncia il nome del goleador di turno, a casa me lo ripetono allo stesso modo».
Sarà per questo motivo, per sentire il coro dei suoi figli, che Fausto Rossi ha un appuntamento con il gol.
«Ci sono andato vicino due volte: con l’Ancona e poi col Pontedera. Sto quindi pensando di trovare la via del gol».
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