Anche dopo il pari folle la Reggiana conferma tutta la sua leadership
Anche i dati confermano che la lotta per la promozione in B è ristretta ai granata di Diana e ai canarini di Tesser
REGGIO EMILIA. Come leggere il rocambolesco 3-3 con cui la Reggiana ha chiuso la partita forse più incredibile di tutta la stagione. Si può cedere al pessimismo, ad esempio se ci si limita a guardare il primo dato della classifica, quello che ci dice che i cugini del Modena, che oggi viaggiano con un ritmo migliore del nostro, ci sono davanti per via del punteggio tennistico con cui Scarsella e soci han strapazzato la Pistoiese.
La strada opposta è quella di vedere il funambolico testa-coda di domenica scorsa, allo stesso modo in cui si guarderebbe il classico bicchiere mezzo pieno: «Questa squadra ha carattere e grande forza morale – ha detto il ds granata Doriano Tosi senza nascondere un orgoglio quasi da padre – perché è riuscita a rimontare due volte uno svantaggio che avrebbe steso chiunque». Chiunque, ma non questa Reggiana, come dimostrano i dati di rendimento di questo campionato.
Ecco allora che si fa strada una terza via per analizzare Reggiana-Viterbese. E anche dopo una partita come quella di domenica scorsa – in cui i granata hanno sì mantenuto l’imbattibilità ma hanno ceduto un pezzetto di primo posto ai cugini modenesi – la formazione di Aimo Diana conferma tutto il suo valore. E non lo dice Tosi nei panni dell’oste a cui chiedono se il vino che ha appena finito di mescere sia di buona qualità.
A dirlo sono, ancora una volta, i numeri. I dati, che magari non diranno tutto, ma dicono molto su una squadra come la Reggiana che – se in questo momento non ha il passo del Modena è comunque a pieno titolo la squadra leader del campionato.
DOPO L’ARREMBAGGIO
Invero, anche all’indomani di una partita incredibile come quella contro la Viterbese di Marco Arturo Romano, i primati della Reggiana restano tali. Se guardiamo i freddi numerui della partita in sè, alla fine, soltanto il risultato finale dice che tra i laziali e i granata è finita in parità. Certo, i tre regali in difesa elargiti alla Viterbese – tre svarioni senza precedenti quest’anno – hanno peggiorato quella voce che fa ancora oggi della difesa granata la seconda del campionato: meglio di Voltolini e soci (9 gol subiti) ha fatto sin qui soltanto il Cesena (8), ma tutti gli altri “indicatori”, anche dopo questa partita pazza, confermano la leadership della squafra di Aimo Diana in questo campionato.
In particolare, nel doppio tentativo di riagguantare il risultato contro la Viterbese i granata hanno tirato 17 volte verso la porta, per la verità con una mira meno precisa degli avversari, almeno a giudicare dal rapporto tra i tentativi nel loro complesso e il numero di tiri che effettivamente erano diretti verso la porta avversaria. Quelli di Scappini e compagni sono stati in tutto 6, stesso score della Viterbese, che però ha tirato verso la porta soltanto 9 volte. Il dominio della Reggiana sulla squadra di mister Francesco Punzi è anche in altri numeri: il possesso palla, ad esempio, con il 63% per i granata e la Viterbese costretta ad accontentarsi del 37%. Oppure i calci d’angolo: 15-0 alla fine per Radrezza e compagni. Un risultato che, oltre a indicare la spiccata vocazione offensiva della Reggiana, conferma i granata al secondo posto tra tutte le formazioni di serie C, alle spalle del Catanzaro. Ma stavolta la Reggiana arrivando a 123 corner battuti sin qui, ha notevolmente accorciato le distanze dai calabresi, primi a 125.
Altro indicatore di superiorità legato al pareggio di domenica scorsa la cosiddetta intensità del pressing, ovvero il numero di passaggi concessi agli avversari prima di tornare in possesso del pallone. Nel primo tempo la Reggiana spezzava l’azione avversaria (in media) dopo 6,2 passaggi, contro i 25 che i granata riuscivano a fare prima che la Viterbese rubasse loro la palla. Nel secondo tempo l’intensità è ulteriormente aumentata: 5,5 i passaggi concessi alla Viterbese, 41 quelli che hanno fatto (in media) i granata senza essere fermati.
ROSSI DA APPLAUSI
Chi non ha visto la partita, magari , di fronte a questo risultato bizzarro, lo avrà pensato: la Reggiana ha sentito la mancanza del fosforo di Luca Cigarini. Niente di più sbagliato, anzi: Fausto Rossi ha deciso di voler essere all’altezza dell’ex giocatore di serie A e lo ha fatto copiandone le percentuali di rendimento, arrivando persino a fare meglio del numero 8 granata: alla fine, per Rossi l’87% di azioni riuscite e il 94% (97 su 103) di passaggi riusciti nel corso dei 99 minuti in cui è rimasto in campo.
IL MODENA E LE ALTRE
Con il derby del Secchia – mai importante come quest’anno – che s’intravede dopo la pausa natalizia, impossibile non prendere a fare qualche confronto. Se i granata si confermano primi per tiri in porta (263 in totale), la squadra di Attilio Tesser è terza con 215 tentativi . In mezzo alle due formazioni emiliane c’è il Pescara (225). E gli abruzzesi sono secondi anche in un’altra classifica in cui primeggia la Reggiana, quella dei cross, a testimonianza di quanto sia cruciale il gioco sulle fasce nell’idea di calcio praticata da Diana. In una classifica di queste, il Modena di Tesser è già primo: quella dei tocchi di palla in area: 307 quelli dei canarini, uno in più della Feralpi, 3 in più del Pescara, 8 in più rispetto al Foggia e 17 in più della Reggiana. E un altro dato che dà comunque l’idea del valore delle squadre che lottano per la B è quello dei gol attesi in rapporto al gioco prodotto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
