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IL GRANDE EX 

Menetti: «Reggio e Hopkins ci hanno fatto penare poi abbiamo preso il largo»

A.A.
Menetti: «Reggio e Hopkins ci hanno fatto penare poi abbiamo preso il largo»

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TREVISO. «Abbiamo vinto, e con un buon margine, contro una squadra che dirà la sua per tutto il campionato». Può tirare un respiro di sollievo il grande ex Max Menetti, dopo la vittoria della sua Nutribullet contro una Unahotels capace di farlo penare e preoccupare. «È stata una partita difficile: avevamo ben chiaro che sarebbe stata una serata molto dura, così è stato – racconta –. Solo quando abbiamo cominciato a fare con energia le cose che servono per vincere questi match, abbiamo preso il largo. L’abbiamo fatto nel momento giusto e questo ci deve dare consapevolezza su quello che siamo: quando siamo presenti sulle palle vaganti e andiamo a rimbalzo, riusciamo a correre e anche il nostro attacco ne ha giovamento. L’ambiente poi ci ha aiutato e anche questo è stato un elemento prezioso».

E alla fine, commenta soddisfatto rendendo merito alla qualità reggiana: «Abbiamo vinto e anche con un buon margine contro una squadra che sono convinto dirà la sua per tutto il campionato».

Il biancorosso più difficile da arginare è stato Hopkins, che a lungo ha messo in croce il suo predecessore in maglia Unahotels, Henry Sims. «Non parlerei tanto di problemi di Sims, quanto di un problema di sistema. Il nostro sistema difensivo non si è fatto trovare subito pronto sui giochi a due, anche se sapevamo bene che Hopkins tende ad allargarsi fronte a canestro per il tiro centrale. Gli abbiamo regalato i primi tre tiri dall’arco libero, poi nella quarta tripla è stato bravo lui, dopo ci siamo adattati. Ma è stata una questione di sistema, non di Sims», è la sua riflessione.

«Al di là delle statistiche, tutti questa sera ci hanno dato una mano, tutti hanno fornito un contributo, in difesa, a rimbalzo, con qualche giocata di energia. Sokolowski, forse anche per la visibilità ristretta a causa della maschera, ha faticato al tiro ma alla fine ci ha dato fisicità ed è stata un’arma tattica preziosa da ala forte, nel quintetto con cui abbiamo finito la partita», conclude il coach.

A.A.

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