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Palle perse e Olisevicius opaco i recenti mali della Unahotels

A.A.
Palle perse e Olisevicius opaco i recenti mali della Unahotels

Sul campo della Nutribullet dell’ex Max Menetti il team biancorosso ha pagato la deficitaria prova offensiva del lituano e le troppe disattenzioni nel finale 

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reggio emilia. Torna a casa con qualche certezza consolidata e con altre da rivedere, la Unahotels che domenica a Treviso si è inchinata alla Nutribullet di Max Menetti.

Per 35’ Reggio è stata in grado di rimanere sempre in partita, rintuzzando ogni parziale e anzi allungando in diverse occasioni.

Anche in una sera di relativa ispirazione dei principali riferimenti offensivi, i biancorossi hanno retto l’urto con la difesa e approfittato delle disattenzioni e delle caratteristiche avversarie.

L’esempio migliore è la prestazione di Hopkins, 25 punti con un 4/5 da tre punti figlio di giochi a due che hanno liberato il lungo Usa fronte a canestro, a quasi 7 metri dal ferro, in una zona in cui un centro di stazza come Sims raramente si avventura.

Quando però Treviso ha accelerato, la Unahotels ha faticato nel creare gioco e punti.

La vampata di puro talento di Crawford aveva nascosto la sofferenza a inizio ultimo quarto, il parziale veneto ha fatto esplodere il tutto.

In senso assoluto, mancano attaccanti puri. Tolto Olisevicius, domenica ben limitato ma comunque sempre più al centro delle attenzioni altrui, non sono tanti gli atleti in grado di generarsi buoni tiri da solo.

Quando, per vari motivi, vengono meno il ritmo e la precisione alimentate dalla regia di Cinciarini, solo il lituano e Candi segnano in autonomia.

Hopkins ha bisogno di essere servito a dovere, Crawford va molto ad alti e bassi e Thompson, a ora, non riesce a essere produttivo.

Reggio ha bisogno, per produrre, di perdere pochi palloni e di eseguire con precisione. Contro formazioni organizzate - e che Menetti sia efficace nell’imbastire difese toste non è una novità, men che meno a Reggio - e brave a rompere il ritmo, i vecchi vizi di inizio stagione ricompaiono, e qualche palla di troppo finisce la vento.

Con Treviso, e questa è una novità, si è notato qualche patema pure contro la circolazione di palla altrui su linee perimetrali.

Le triple di Imbrò e Bortolani sono prima di tutto merito dei giocatori, ma anche nel tentativo di rimonta la Nutribullet è sempre riuscita ad eludere aiuti e raddoppi e a trovare l’uomo libero, sino alla bomba “ammazzagara” di Jones.

Il bicchiere mezzo pieno è rappresentato senza dubbio dalla conferma dell’affidabilità dei lunghi. Hopkins non segnerà sempre 25 punti con l’80% da tre, ma è sempre più costante, la squadra ha capito come rifornirlo e il suo tiro da fuori è un’arma preziosissima per aprire l’area. Johnson nel lavoro sporco è ormai affidabilissimo, con Treviso ha finito con 12 rimbalzi e mille palloni sporcati. Chiedergli “ventelli” non sarebbe generoso ma come uomo di complemento il suo lo fa.

Il discorso si può ampliare alla difesa, che comunque - a parte la crisi dal 36’ - è sempre ordinata e disciplinata, con regole chiare. Anche quando qualche elemento soffre, i movimenti di aiuto ci sono sempre, con i limiti fisici degli interpreti, anche nell’intimidazione.

Un altro che ormai non tradisce mai è Candi. Il capitano è sempre l’esterno difensivo più solido e difficilmente molla la presa prima del dovuto.

A.A.

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