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dopo la sconfitta di madrid 

Ora l’Inter teme un sorteggio “proibitivo”

Ora l’Inter teme un sorteggio “proibitivo”

Si è visto poco dei nerazzurri del campionato, e l’espulsione di Barella priverà Inzaghi del suo “motorino” negli ottavi

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milano. Una sconfitta dalle conseguenze minime, eppure il ko dell’Inter a Madrid contro il Real qualche ombra l’ha gettata sull’ambiente interista.

Doveva essere l’esame di maturità, quello che doveva certificare il salto di qualità della squadra, invece dal Bernabeu i nerazzurri sono tornati con una sconfitta e con la sensazione che la strada in Europa è ancora lunga.

Per un’ora, dice Inzaghi, la squadra è rimasta in partita, ma quando il Real ha accelerato non c’è stato niente da fare, troppo il divario tra chi è abituato a certi palcoscenici e chi invece ancora fatica.

Resta un secondo posto nel girone che permette ai nerazzurri di tornare agli ottavi di Champions League dopo dieci anni di assenza (un risutato che anche in termini economici è molto importante), ma è anche vero che il piazzamento alle spalle del Real Madrid esporrà lunedì prossimo l’Inter a tutti i possibili rischi nel sorteggio, dovendo essere accoppiata a una delle prime classificate negli altri gironi, nomi che fanno tremare le gambe come Manchester City, Liverpool e Bayern Monaco.

Come se non bastasse, al Bernabeu è arrivata anche la brutta espulsione di Barella per un fallo di reazione tanto inutile quanto dannoso (primo rosso diretto in carriera e nell’Inter), che non solo ha messo la parola fine alle velleità di una possibile rimonta, ma che, soprattutto, priverà Inzaghi di uno dei suoi titolarissimi almeno per la gara di andata degli ottavi.

Sempre che il referto dell’arbitro Brych non porti addirittura alla squalifica per due giornate del centrocampista (negli spogliatoi si è subito scusato con i compagni e potrebbe essere multato), che rischia seriamente di guardarsi entrambe le sfide a eliminazione diretta dalla tribuna.

A nulla è servito il ricordo dell’ultima volta dell’Inter al Bernabeu, quel 22 maggio 2010 scolpito per sempre nella memoria dei tifosi nerazzurri, con la conquista della Champions sul Bayern in una delle notti più gloriose della storia interista.

Il Real ha fatto il suo, senza troppa voglia e convinzione, ma è bastato per mettere sotto una squadra che ci ha provato ma che si è arenata sul più bello, non riuscendo quasi mai a mettere in campo quell’intensità e quelle trame veloci che ne fanno il suo tratto caratteristico nel campionato italiano.

E a proposito di campionato, lo stesso Simone Inzaghi ha dato l’impressione a un certo punto di pensare già al prossimo impegno contro il Cagliari, togliendo in un colpo solo Brozovic, Calhanoglu e Dzeko per far entrare Vidal, Vecino e Sanchez.

L’Europa per il momento è un’altra cosa, e l’Inter lo ha sperimentato sulla sua pelle, una lezione importante per chi a febbraio sa di non poter più sbagliare.

Da sottolineare comunque che una serata storta, con la qualificazione già acquisita, può capitare. Vedi il Chelsea svagato di ieri sera a San Pietroburgo. Anche il Real non ha giocato con il sangue negli occhi, ma in casa ha fatto il minimo per vincere.



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