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Con la corsa di Reggio Fornaciari festeggia oggi le “nozze d’argento”

wainer magnani
Con la corsa di Reggio Fornaciari festeggia oggi le “nozze d’argento”

Sessantasei anni, ha corso a New York, Vienna, Cuba, Roma «La Maratona del Tricolore è la migliore per organizzazione»

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il personaggio

wainer magnani

Tiziano Fornaciari, 66 anni, di Castelnovo Sotto è uno dei quindici “senatori” della Maratona di Reggio, nel senso che le ha fatte tutte.

«Oggi faccio la mia 25esima Maratona di Reggio - rimarca con orgoglio Tiziano - anche se è sempre più dura perché passano gli anni e aumentano i dolori».

Si ricorda la sua prima volta alla Maratona di Reggio?

«Impossibile dimenticarla: era il 1996 e ho fatto il mio record con 3 ore e 8 minuti. Sono andato benissimo anche perché mi ero allenato con Monica Ambrosi che quell’anno arrivo prima tra le donne di Reggio. Quello è stato il mio miglior risultato».

Quante Maratone ha già fatto?

«Ho passato le 200 Maratone in giro per l’Italia e il Mondo, oltre a 16 volte la 100 chilometri del Passatore senza mai ritirarmi».

A 66 anni si può definire un veterano della Maratona.

«Faccio parte dei senatori della Maratona. Siamo in 15 che le abbiamo fatte tutte».

Quali sono state le Maratone più suggestive?

«Ho fatto New York e l’Avana a Cuba ma anche Losanna e Vienna. Venezia, Firenze e Roma hanno percorsi indimenticabili».

Qual è la peculiarità della Maratona di Reggio Emilia?

«L’organizzazione che in nessun altra parte, in Italia o all’estero, trovi. Per questo motivo ci sono tanti iscritti».

Anche oggi c’è un bel numero di partecipanti e si svolgerà in una giornate ideale.

«È sempre andata bene. Ci sarà freddo ma con il sole».

Qual è il chilometro più critico?

«Dal 25esimo al 28esimo chilometro, quando vieni dalla discesa del Rubianino e torni a salire verso la collina. In quel momento è dura».

E quando arriva il momento di crisi?

«Proprio quando hai concluso il 28esimo chilometro perché sei stanco e per un amatore è quello il momento più critico. Dal 30esimo chilometro in poi è tutta forza di volontà».

Cosa si prova al fatidico taglio del traguardo?

«Per un amatore è una bella soddisfazione fare 42 chilometri. Ciò che sembra strano è che la Maratona più facile è quella in cui ci metti minor tempo. Quando vai oltre le 4 ore è dura e c’è da soffrire».

Dopo oltre 200 Maratone, a 66 anni, qual è la motivazione per presentarsi al via ?

«La soddisfazione di poter dire ho fatto la Maratona di Reggio».

Quando è il momento di dire basta?

«Per me significa combattere per star dentro il tempo massimo, altrimenti devi pensare alla tua salute. Meglio camminare perché anche delle belle passeggiate fanno bene».

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