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Garnica: «Tre successi che danno prospettive alla Conad»

Francesca Manini
Garnica: «Tre successi che danno prospettive alla Conad»

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Francesca Manini

REGGIO EMILIA. Sempre meno incerottata e sempre terza in classifica. È questa l’elettrizzante fotografia della Conad a due giornate dalla fine del girone di andata: vincendo al tie-break contro Cuneo sono piovuti due punti di ghisa che hanno fatto volare l’A2 reggiana a quota 19, a -3 da Bergamo e a -4 dalla capolista Castellana Grotte, mentre sono scivolate a -1 Cuneo, Cantù e Santa Croce.

Proprio quest’ultima è l’avversaria designata per la trasferta di domenica 19 dicembre al pala Parenti (ore 18), mentre per Santo Stefano alle 18 al Bursi arriverà Bergamo.

«Una gara alla volta però, già dopo un tour de force così stavo pensando di chiedere al coach due giorni di recupero e non uno soltanto - scherza l’alzatore argentino Fernando Garnica riferendosi alle tre partite in otto giorni vinte contro Cuneo, Ortona e Cantù - sono state gare importanti che hanno dato allegria e prospettiva, in particolare l’ultima contro Cantù che è arrivata agguerrita dopo aver battuto Bergamo e siamo stati bravi a domarla. Avremmo però potuto chiuderla prima con tre punti, dobbiamo imparare molto da questo».

Con Marretta e Suraci in fase di recupero, il coach Mastrangelo ha schierato ancora una volta Held in banda e Mian opposto, che ha poi lasciato spazio nel secondo e nel quinto set al rientro graduale di Cantagalli. E se cambiare spesso i propri attaccanti non è semplice per il regista, Garnica pensa positivo dicendo: «Non è facile nemmeno per gli avversari studiare il nostro gioco, meglio così: io cerco di trarre il meglio da ognuno come loro a volte si devono adattare alle esigenze del momento, siamo un’ottima squadra in cui tutti meritano fiducia».

Avanti tutta dunque, con il popolo giallorosso che domenica dopo domenica si adegua sempre di più allo spostamento fuori sede al Bursi di Rubiera, anche se il passaggio non è immediato.

Il tifoso numero uno per Garnica però rimane sempre il piccolo Rafael.

«Ultras e primo allenatore personale, mio figlio è la mia batteria in più perché dà sempre tanta carica, durante le partite corre forse più di noi - conclude ancora una volta scherzando, o forse no, Fefè Garnica, simbolo della carica dell'ambiente - trovarci ora al terzo posto ci ripaga dei tanti sforzi fatti da tutti noi e questo fa tanto onore soprattutto ai più giovani che si sono trovati a giocare da titolari in partite importanti, alcuni anche fuori ruolo come Mian, da banda a opposto. Hanno un grande margine di miglioramento, si stanno davvero guadagnando l’A2. Quello che possiamo fare noi vecchi è continuare a rompere le scatole per aiutarli a crescere, dando consigli che sono frutto dell'esperienza».

Classe 1980, è approdato in A2 nel 2007 e di esperienza ne ha da vendere: contro Cantù ha persino segnato 4 punti in attacco.

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