«Max Verstappen è un predestinato Sin da ragazzino era un pilota fenomenale»
L’ex socio granata Nunzio Annovi ha lavorato con la scuderia di kart in cui correva il campione del mondo di F1
Cristiana Filippini
REGGIO emilia. «Un predestinato. Un fenomeno fin da piccolo, uno di quelli che, a differenza di molti altri piloti, non deve pagare per correre».
Parole e musica dell’ex socio granata Nunzio Annovi per commentare la vittoria di Max Verstappen nel campionato del mondo di Formula 1 maturata domenica sul circuito di Abu Dhabi in Arabia Saudita. Una vittoria arrivata all’ultimo giro dopo un duello entusiasmante con il campione in carica Lewis Hamilton.
Il rapporto tra Annovi e Verstappen inizia quando il pilota si cimenta con i kart. Un inizio, quello con i kart, che è da sempre il comune denominatore dei futuri piloti di Formula 1.
«Tutti i piloti di Formula 1 “nascono” a Lonato nel team della CRG di Giancarlo Tinini. Un team numero uno a livello mondiale che nel corso degli anni ha sfornato piloti di grande livello. Io in quel periodo lavoravo con loro e naturalmente avevo rapporti con i piloti. Verstappen era un ragazzino (come testimonia la foto che lo ritrae di fianco al giovanissimo pilota, ndr) ma si capiva già allora che aveva la stoffa del campione» chiarisce Annovi.
Con quale stato d’animo ha seguito al gara di domenica?
«Al mattino ero stato impegnato con una gara di pesca organizzata dalla mia ditta ma il pensiero alla corsa. Infatti appena finita la gara di pesca sono corso a casa per guardare la corsa. Ho trepidato fino all’ultima curva ma a fine gara ho festeggiato con una di quelle bottiglie che si tengono per le grandi occasioni».
All’ultimo giro del gran premio di Dubai cosa ha pensato?
«Già una volta mi avevano fregato un mondiale di go-kart in Belgio all'ultima curva ed ero pronto al peggio. Ma in cuor mio speravo in un finale diverso. Per me è stata una gioia fantastica, non ci sono parole».
Temeva un’altra beffa?
«Sì, temevo davvero l'ennesima beffa. Invece mi sono rifatto con gli interessi».
Ma se l’aspettava una vittoria in questo modo?
«Perché no, partiva davanti e aveva tutti i numeri per poter vincere. Ma è stata davvero una lotta all’ultimo sangue».
Che cosa le lascia questa vittoria?
«Sono contento perché possiamo dire che è passato da noi. Diciamo che gli abbiamo dato una mano per diventare il numero uno. Tra l’altro è ancora giovanissimo e ha davanti una brillante carriera. Parliamo di un talento puro».
Possiamo dire che i motori le hanno dato quelle soddisfazioni che non è riuscito ad avere con il calcio quando era socio della Reggiana?
«Proprio così. Però ci tengo a fare una precisazione: non sono rimasto deluso dal calcio ma sono rimasto deluso da quei due là (Annovinon li nomina Annovi ma il riferimento neanche troppo esplicito è per Mike e Alicia Piazza, ndr) però mi sono rifatto con il titolo mondiale di Verstappen».
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