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Carmelo Salerno a cuore aperto «Il sogno della B voglio viverlo qui»

Wainer Magnani
Carmelo Salerno a cuore aperto «Il sogno della B voglio viverlo qui»

Il presidente della Reggiana guarda all’anno che verrà «La promozione e una casa nuova per le squadre granata»

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Wainer Magnani

REGGIO EMILIA. Nel messaggio degli auguri del presidente granata Carmelo Salerno quattro sono gli argomenti sottolineati con forza.

Il primo fa riferimento a una ritrovata unità d’intenti e coesione all’interno della proprietà; il secondo alla volontà di puntare senza mezzi termini alla promozione in serie B; terzo l’inizio dei lavori con la firma della convenzione per la costruzione della Casa Granata. Da ultimo ma non per importanza, l’orgoglio e la soddisfazione di essere un presidente stimato nonostante il passato da dirigente del Modena.

«Un mese fa, parlando con il presidente di Lega Pro – ha sottolineato Salerno – gli ho detto che sono solo quattro anni che faccio calcio e Ghirelli mi ha risposto che nel calcio, quattro anni sono una eternità. Sono da tre anni a Reggio e devo essere grato ai soci che mi hanno voluto alla Reggiana e grato alla città di Reggio Emilia per come mi hanno accolto. A prescindere da quanti anni starò, sono orgoglioso e onorato perché mi è stato consentito di fare il dirigente di calcio ed è quello che mi piace».

Fin qui l’approccio personale, quasi intimo al ruolo di chi in questo momento guida la prima realtà sportiva della città e, assieme ai tifosi, sta cercando – per usare le parole scomodate da Aimo Diana all’indomani della vittoria contro l’Entella – di coronare un sogno». Tuttavia, chi pensasse a Carmelo Salerno come all’uomo solo al comando, sarebbe oggi fuori strada. Proprio ieri, invitando i giornalisti nella sede della Reggiana, Salerno ha voluto anzi dare il senso di una ritrovata unità di intenti dentro la compagine societaria. E la sua narrazione oggi è quella di una proprietà che va avanti compatta, un segnale importante per la città.

«Non era scontato che tutti rimanessero, per questo sono contento di proseguire il percorso insieme. È stato bello e ci tenevo. Ho cercato in tutti i modi di tenere unito la società. Tutti i soci sono importanti, anche chi ha l’1% o il 3% perché occorre legare la società al territorio. Per questo ho fatto di tutto per mantenere invariato il Cda. Credo sia stato anche un gesto di vicinanza alla mia persona. All’inizio c’era scetticismo tra i soci ma ha prevalso l’orgoglio di rappresentare la Reggiana e Reggio Emilia. C’era il timore che tre o quattro soci potessero uscire dal Cda e invece alla fine ne siamo usciti ancora più uniti. Ho sempre detto che la Reggiana non è un’azienda di mia proprietà ma rimarrà sempre dei tifosi e della città».

SOGNI COLLETTIVI

Da tempo il presidente Carmelo Salerno ha messo in agenda due obiettivi: tornare in serie B e la Casa Granata. E riguardo al primo obiettivo, per spiegare quanto tenga alla serie B, il presidente granata rievoca il suo passato da dirigente della squadra che oggi più di tutte insidia i granata. «A Modena arrivammo primi assieme alla Pergolettese e fummo costretti allo spareggio. Quella stagione è stata definita fallimentare. Se quest’anno non vinciamo, siamo secondi e nel calcio conta solo vincere. Vorrei trasmettere questa voglia di vincere a tutti i costi non solo alla squadra ma a tutto l’ambiente. Stiamo inseguendo un sogno e lo dobbiamo fare tutti insieme. Che Guevara – ha aggiunto – diceva che se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna in due inizia la realtà. Tutti assieme dobbiamo sognare quello che domani sarà realtà. La retrocessione pesa tanto, perché avevamo raggiunto la serie B dopo 21 anni. È stata una mazzata. Ripartire in questo modo non era scontato, anzi in pochi ci avrebbero scommesso. Abbiamo rischiare di rovinare la nostra unità. Non è stato semplice cancellare le scorie dello scorso anno e questo è merito di tutta la società se oggi siamo ripartiti e con questi risultati. Lo staff tecnico ha portato qualcosa di diverso nel nostro ambiente che era caduto nel pessimismo e nel vittimismo. Diana con quella sua leggerezza ha fatto in modo di drammatizzare le situazioni, ha tolto quella negativa che avevamo anche in società. Non ha paura di niente e ha creato un gruppo che ha autostima e consapevolezza dei propri mezzi. Per questo lo ringrazio».

VIA AGOSTI

Poi l’annuncio che in tanti aspettano perché costituisce uno sguardo sul futuro: «Lunedì probabilmente firmeremo convenzione con il Comune - prosegue Salerno - e dal giorno dopo inizieremo a lavorare. La burocrazia ha bloccato lo sviluppo del progetto. Oggi la Reggiana emetterà la fideiussione dopo aver cambiato 30 volte il testo della convenzione. Tutta la città deve essere orgogliosa di questo investimento che per i prossimi 24 anni vedrà la Reggiana in un impianto degno, con campi di allenamento da serie A e con una sede accogliente. I tempi? Per i campi in erba a febbraio ci sarà lo sbancamento e a maggio la semina. Per i primi di agosto siamo pronti. Il Comune ha completato la bonifica bellica e i nuovi spogliatoi saranno pronti a gennaio. L’amministrazione investirà circa 2 milioni di euro e per il campo in sintetico a fine luglio dovremmo essere pronti. Mi auguro di poter festeggiare in quel periodo un traguardo importante. Villa Granata è vincolata dalla sovrintendenza ma soprattutto è pericolante. Qualora non si potesse recuperare, chiederò di poterla ricostruire fedelmente perché torni ad essere la casa dei giocatori come ai tempi della serie A».

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