«PalaBigi, il Comune ha già coperto l’aumento dei costi della riqualificazione»
L’assessore Curioni non si sbilancia sulla fine dei lavori «Ritardi dovuti a difficoltà su forniture e subappaltatori»
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA. Non è più il tempo delle parole, nè tantomeno pare essere questo il momento di “visite guidate”. Dopo mesi di silenzio e di mugugni che – proprio a causa di un silenzio assordante – sembravano aver preso tutta la scena, ora dalle parti di via Guasco, si lavora a pieno regime. E si lavora a tal punto che non è proprio aria per chi vorrebbe vestire i panni dell’umarell da cantiere e toccare con mano quel che dovrà diventare il Palasport Giulio Bigi. Classe di ferro 1967, il teatro delle gesta della Pallacanestro Reggiana e prima ancora della Pallavolo femminile pluriscudettata targata Nelsen e Max Mara, nonché angusta location di uno dei più importanti concerti di sempre (3 aprile 1980, Police live in Italy) non è esattamente quello che potrebbe definirsi uno splendido cinquantenne. Incastonato nel centro storico di Reggio, è stato minacciato più volte di demolizione e forse, chissà, se si fossero trovati i soldi per farne uno nuovo, oggi non saremmo qui.
Non saremmo qui a parlare di soldi, come quelli che il Comune si è deciso a investire «per questa che – l’assessore allo Sport, Raffaella Curioni lo sottolinea più volte – non è una manutenzione ordinaria. Il lavoro che si sta facendo sul Pala Bigi è quello di una riqualificazione straordinaria particolarmente complessa perché va a incidere sulla vita di un manufatto che ha quasi sessant’anni».
Sarà, ma il primo che passa per via Guasco potrebbe obiettare che tutto questo si sapeva prima di cominciare i lavori. E su questo conviene persino la stessa assessora. «È vero – dice – tutti in questa vicenda erano consapevoli dell’importanza del lavoro che si sarebbe andati a fare sul palasport». E questa premessa, serve alla titolare della delega allo sport per dire che «la decisione di lavorare alla riqualificazione del palasport è stata presa d’accordo con la Pallacanestro Reggiana», ovvero la società che qualche settimana fa, di fronte all’ammissione da parte del Comune che i lavori fossero in ritardo ha alzato le mani, lasciando intendere di chi fosse la responsabilità. Esclusiva e non condivisa, quindi. E su questo punto, forse un giorno le parti discuteranno. Intanto però, nessuno è rimasto fermo: non la Pallacanestro Reggiana che ha annunciato per bocca del suo Ad Alessandro Dalla Salda che la squadra di Caja continuerà la stagione giocando tutte le partite interne all’Unipol Arena. E non il Comune che ha potuto riprendere i lavori, dopo aver fatto fronte a una serie di problemi che hanno causato lo stop. La carenza di materie prime, il cui costo è lievitato al punto da costringere la giunta a stanziare ulteriori 300mila euro oltre i 2 milioni 700 mila già preventivati arrivando così a fare cifra tonda. Con questi soldi in più il cantiere è ripartito, riuscendo a reperire oltre alle materie prime, anche i ponteggi che a un certo punto parevano altrettanto introvabili e che ora consentiranno ai subappaltatori (artigiani, pittori, elettricisti, idraulici) di entrare in azione e – si spera – concludere il lavoro senza altri rinvii. Invero, dopo esser rimasti scottati con gli annunci, ora in Comune nessuno si sbilancia più con i tempi. Di certo, si lavora “pancia a terra” per consentire allo sport che abita il Bigi di iniziare lì la stagione 2022.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
