Salerno rischia l’esclusione Scartate le offerte d’acquisto
Il 50 per cento di Lotito non è ancora stato venduto, scadenza a fine 2021 In quel caso non conterebbero i risultati dell’andata con riflessi sulla classifica
Alessandro Guerrieri
«Ad oggi, nessuna delle offerte ricevute per l’acquisto della U.S. Salernitana 2021 è accettabile ai sensi dell’atto “Trust Salernitana 2021”». Non lascia spazio a dubbi questo passaggio del comunicato fatto uscire ieri dai due trustee, Melior Trust e Wilar Trust che avevano ricevuto l’incarico di traghettare la Salernitana dalla vecchia alla nuova proprietà. Il tutto in ossequio all’art. 16 bis delle Noif – le norme organizzative interne – della Figc. L’articolo, infatti, vieta le multiproprietà nell’ambito della stessa categoria; un problema creatosi con la promozione, per certi versi inaspettata, della Salernitana, in mano, per il 50 %, al proprietario della Lazio, Claudio Lotito. Non potendosi cedere immediatamente la società, la soluzione per evitare il lampante conflitto di interesse, fu, appunto, quello di affidare il sodalizio campano ai due trust che dovevano gestirla ma, soprattutto, trovare un compratore entro il 31 dicembre, senza alcuna ingerenza dei vecchi proprietari, Lotito e Claudio Mezzaroma. Una data che, allora, sembrava lontanissima e che, invece, è arrivata in fretta, troppo in fretta, senza che il problema si risolvesse. Tanti i “rumors” succedutisi in questi mesi, senza però che nessuno dei fantomatici interessati arrivasse a buca; due giorni fa, il 15 dicembre, è infatti scaduto il termine fissato dai due trust per il versamento dell’acconto cauzionale del 5 %. Insomma, di potenziali acquirenti manco l’ombra, come si legge testualmente nel comunicato «Ad oggi, alcuna delle offerte ricevute per l’acquisto della U.S. Salernitana 2021 è accettabile ai sensi dell’atto “Trust Salernitana 2021”, poiché carente dei requisiti e/o delle condizioni imposte dall’atto stesso (es: forma dell’offerta; congruità del prezzo; documentazione idonea a verificare l’indipendenza dell’offerente; presenza delle garanzie di solvibilità dell’offerente etc.) o perché, come in ultimo, il soggetto offerente non ha dimostrato la sussistenza dei requisiti economici, patrimoniali e finanziari congrui per perfezionare l’operazione». Di qui, in un altro passaggio del comunicato, la richiesta alla Figc di una ulteriore proroga per procedere alla vendita del club campano. Che, a questo punto, rischia davvero grosso; se la Federazione, nella riunione del 21 dicembre, non concederà un differimento dei termini, sconfessando se stessa, la Salernitana verrà esclusa dal campionato, con conseguente revoca dell’affiliazione; in sostanza non una semplice retrocessione, ma una vera e propria esclusione dai campionati professionisti, senza alcuna certezza di una eventuale ripartenza della società. Una possibilità che sta mettendo in fermento una città intera, passata in pochi mesi dall’euforia per la Serie A finalmente riconquistata alla depressione per una, non improbabile, esclusione dal calcio che conta. Alla finestra le altre 19 squadre della massima serie che, in caso di esclusione dei campani vedrebbero neutralizzate tutte le partite giocate contro i campani; una soluzione che farebbe esultare le squadre che con la Salernitana hanno perso (Genoa e Venezia) o pareggiato (Verona e Cagliari). Lo si legge nel punto tre dell'articolo 53 delle Noif: «Qualora una società si ritiri dal Campionato o ne venga esclusa per qualsiasi ragione, tutte le gare disputate nel corso del campionato di competenza non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare della società rinunciataria od esclusa». Sostanzialmente ogni squadra giocherebbe 36 e non 38 partite, e, dall’esclusione dei campani in poi, ogni domenica ci sarebbe una squadra che osserverebbe un turno di riposo, un danno d’immagine non indifferente per un torneo, comunque, tra i più prestigiosi del mondo.
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