La nuova forza della Reggiana vince anche se non brilla
I numeri della vittoria contro l’Entella confermano le grandi risorse dell’undici di Diana nei momenti di crisi
REGGIO EMILIA. Chi ha imparato un pochino a conoscere Aimo Diana ha notato subito che, subito dopo la partita di Chiavari,sul suo volto c’era una luce nuova e – anche se sappiamo che non gradirà – abbiamo visto per un attimo, uno soltanto, affiorare quell’euforia che lui non vorrebbe mai si sostituisse al necessario entusiasmo. “L’euforia va bene per i tifosi, ma noi non ce la possiamo permettere” disse all’indomani della conquista della vetta del Girone B. Ebbene, dopo la vittoria di misura sulla Virtus Entella, anche lui è parso cedere. Un attimo, un lampo. Poi è tornato Aimo il Freddo che conosciamo. Ma dentro di lui, ne siamo certi, è rimasta – rafforzata ulteriormente da quell’1-0 appena messo in saccoccia – la consapevolezza di aver per le mani una squadra forte.
Ma davvero la vittoria di Chiavari è tra quelle che possono catalogarsi come “pesanti”?. La risposta l’ha data lo stesso allenatore granata elargendo pacchi di complimenti – invero, non di maniera – alla Virtus Entella. Sconfitta sì ma non annientata, su un campo – il suo di casa – in cui prima di quel momento nessuno aveva banchettato. E per la verità, al netto dei tre punti portati a Reggio, nemmeno i granata hanno passato 90 minuti e passa senza patemi, anzi.
A dirlo, ancora una volta, sono i numeri del match, quelli che stiamo imparando a conoscere e che, il più delle volte forniscono una conferma alle sensazioni di chi guarda la partita. E nel caso di specie, ogni affermazione di Diana nel post-partita sembra trovare puntuale riscontro nei numeri. «La Virtus Entella – ha detto Diana a fine partita – ci ha messo in difficoltà: è sicuramente la squadra più forte tra quelle che abbiamo incontrato sul nostro cammino». Una conferma? Il dato del possesso palla, mai così basso per la Reggiana dall’inizio del campionato. Alla fine dei 95 minuti di Entella-Reggiana, i liguri hanno avuto il 66% contro il 34% dei granata.
«In questo momento – aveva poi detto ancora Diana a fine partita – siamo meno brillanti». Una sensazione, anche in questo caso, confortata dai numeri: la percentuale dei duelli vinti, ad esempio che premia l’Entella sulla Reggiana, così come la squadra di Volpe riesce meglio in quella che fino a domenica era una specialità dei granata, ovvero la capacità di interrompere l’azione avversaria. L’intensità del pressing ha visto prevalere i liguri sui granata: Morosini e compagni spezzavano l’azione della Reggiana, in media, dopo 5 passaggi; viceversa i granata riuscivano a impossessarsi del pallone dopo oltre 17 passaggi dell’Entella. Un dato, questo, che è sicuramente spiegabile anche con l’attitudine della formazione di Volpe a giocare sul sintetico di casa.
Ecco perché questa vittoria vale più di altre: perché la Reggiana che vince queste partite, che attraversa momenti di flessione che non segnano il suo cammino, è davvero una squadra che può andare lontano. E a dirlo, anche in questo caso, sono ancora una volta, i numeri. In questo caso, numeri generali: la squadra di Aimo Diana è ancora prima in tutti e tre i gironi di serie C per numero di corner battuti. E questo, nonotante a Chiavari nessun granata ha calciato dalla bandierina. Certo, il Catanzaro si è rifatto sotto, arrivando a 134 calci d’angolo. Ma noi siamo a 135. Dopo i calabresi, viene il Siena con 115, quindi il Gubbio con 106 e infine i cugini del Modena con 103 tiri dalla bandierina.
I granata restano primi anche dopo la “brutta ma buonissima vittoria” anche nella graduatoria dei tiri verso la porta avversaria con 287 tiri contro i 250 del Modena. E Eric Lanini è – sempre dati alla mano, e soprattutto in rapporto ai minuti giocati – il tiratore più pericolo della serie C.
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