Alla fine il soffitto sarà più alto, ma soltanto di 15 centimetri
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA. La ripresa del cantiere per la riqualificazione strutturale del palsport non sortirà l’effetto di esaudire il sogno del Volley Tricolore che sperava che il PalaBigi potesse non costituire un ostacolo a un futuro nella massima serie del volley.
Anche dopo i lavori, il palasport di via Guasco resterà troppo basso per potersi permettere le partite della serie A1 maschile di pallavolo. Invero, non si può in questo caso parlare di sorpresa dell’ultimo minuto, nè tantomeno evocare docce fredde per i dirigenti della Conad Volley. Già in questi anni, la truppa di coach Mastrangelo ciò che ha ottenuto in serie A2, lo ha ottenuto giocando le partite interne in un impianto – il pala Bigi di via Guasco, appunto – che già usufruisce di una deroga dalla Federvolley.
E la deroga di cui godevano Morgese e compagni era proprio riferita all’atezza del soffitto. E il paradosso di questa vicenda è che una buona parte dei lavori di adeguamento e ristrutturazione del palasport , ha riguardato proprio il tetto. Un lavoro, per la verità più di emergenza che non estetico. Anche se l’effetto estetico, dovrebbe notarsi. E questo perché, per porre fine agli inconvenienti delle infiltrazioni d’acqua sempre più all’ordine del giorno, oltre a rimuovere uno spesso strato di guaine ormai male in arnese e non più in grado di assolvere al loro compito, il tetto è stato , il soffitto è stato rimodellato con capriate in acciaio. Questo significa che lo svuotamento di quello strato di sottotetto che divideva l’interno del palasport dalla sua copertura esterna lascerà un vuoto che si tradurrà in centimetri di più in altezza. Quindici/venti dicono gli addetti ai lavori. Troppo pochi– replicano dal mondo della pallavolo reggiana – per fare del palasport di Reggio un impianto a prova di serie A1.
Un peccato, soprattutto considerato il carattere straordinario di questo che è molto più di un restyling. Si lavora a un manufatto che ha più di mezzo secolo e i lavori che – dopo uno stop non privo di polemiche – stanno andando avanti senza più intoppi sembrano veramente puntare a rivoltare il pala Bigi come un calzino. In primo luogo, si lavora a un rinforzo e un assestamento del palazzetto dal punto di vista sismico. Una revisione necessaria per un impianto che ha scollinato i 50 anni di vita. Oltre al già citato tetto, si lavora per la completa ristrutturazione di spogliatoi e sala stampa, è prevista la costruzione di un ascensore interno e il rifacimento di tutta la parte delle vetrate che sono da sempre un tratto distintivo del PalaBigi. Infine, un dato di cui il Comune va particolarmente orgoglioso: in questi mesi il cantiere del Bigi ha ricevuto due visite ispettive di Ausl e Inail e nessun rilievo è stato mosso dalle autorità. In un momento in cui si continuano a piangere morti sui cantieri, è sicuramente un dato di cui andare fieri.
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