L’appello di Migliari della Conad Volley «Serve un Pala Bigi a misura di pallavolo»
Il direttore generale interviene sui lavori di via Guasco «Non si pensi solo al basket, serve un impianto più alto»
REGGIO EMILIA. «Di tempi e di colpe ormai è inutile parlare, ma di fronte al protrarsi dei lavori al pala Bigi una cosa vogliamo chiederla: lungimiranza». A intervenire sull’Odissea dell’impianto di via Guasco è ancora una volta il direttore generale del Volley Tricolore, Loris Migliari, che chiede la giusta attenzione anche per il suo club. Da sempre infatti l’A2 reggiana gioca in deroga, arrivando persino a spostare il campo di gioco verso la parte più alta del soffitto per guadagnare centimetri importanti in verticale.
LA RICHIESTA
«Perché finché si è in ballo con i lavori, non si pensa anche alla pallavolo? – chiede Migliari senza troppi giri di parole – non abbiamo mai davvero pensato di poter giocare la seconda parte della stagione al Bigi, pur avendoci sperato, ma ormai non è più questa la questione. Il punto è: finché si mette mano all’impianto, chiediamo ancora una volta che si rifletta sulla questione dell’altezza. Se per l’A2 può ancora passare, per la SuperLega non ci sarebbe deroga possibile».
IL SOGNO
Tra i progetti della società guidata dal trio Bertaccini, Migliari e Santini, il salto immediato di categoria non c’è, ma i Tricolore trovano ingiusto porre limiti alla provvidenza a prescindere. «Non succede, ma se succede? – continua Migliari – le capacità gestionali le abbiamo dimostrate negli anni, con il budget a disposizione siamo al terzo posto in classifica alla fine del girone di andata nonostante i numerosi infortuni: se nei prossimi anni il progetto continuasse a crescere, cosa dovremmo fare? Vendere il titolo a un’altra scuderia o andarcene? Facendo tutto questo anche per amore della nostra città, questa seconda opzione non sarebbe percorribile. Non toglieteci la possibilità di sognare in grande».
CASA CERCASI
Guardandosi intorno, il Volley Tricolore invita l’amministrazione a riflettere sul fatto ch tutti gli sport di alto livello in città abbiano una propria casa, tranne il volley. E se ora è il tempo dell’esilio al pala Bursi di Rubiera, un domani pioveranno di nuovo deroghe e disagi. «Sarebbe bello sapere cosa pensa il Comune di noi – aggiunge il direttore generale della società sponsorizzata da Conad – se il Bigi dev’essere il tempio del basket, lo comprendiamo, ma allora vorremmo sapere quale sia il progetto alternativo su di noi. Se si pensa invece che il Bigi sia anche il nostro futuro, allora qualcuno dovrebbe tenerci in considerazione, soprattutto ora che stanno arrivando nuove risorse economiche. Tanto i tempi si sono allungati: che si pensi anche a noi».
PRONTO, CHI PARLA?
«Oltre a non aver considerato le nostre esigenze nel progetto, l’aggravante è che nessuno ci ha mai informato sull’andamento dei lavori – commenta ancora Migliari - tutto ciò che sappiamo l’abbiamo appreso dai comunicati del basket o dai giornali. Non è nel nostro stile piangere ma chiedere chiarezza questo sì. In questo periodo storico il ritardo nei lavori non è da imputare all’amministrazione, che al massimo avrebbe potuto far partire il cantiere sul finire della primavera per guadagnare qualche mese: ora però sarebbe bene entrare nel merito del progetto come chiediamo da tempo, con lungimiranza. Al momento la beffa sta che questo esilio e i sacrifici annessi a noi non porteranno alcun beneficio».
LA FINESTRA SUL BIGI
Intanto continuano le partite al Bursi di Rubiera, pur avendo registrato un calo delle presenze sugli spalti.
«Che un danno economico l’abbiamo subito è innegabile – conclude il direttore generale Migliari – lo stesso vale per tutte le società che orbitano intorno al Pala Bigi di via Guasco e se verranno concessi dei risarcimenti ci metteremo di certo in fila. Il problema vero, però, è la mancata valorizzazione di uno sport tra i più praticati della nostra provincia, ideale per famiglie e in cui l’Italia si è distinta con due titoli Europei. Passato questo treno, il Bigi non verrà più toccato per decenni, e se non fosse così da cittadini ci indigneremmo, ma finché siamo in tempo sarebbe bene trovare una soluzione che coniughi tutte le esigenze, anche quelle del volley di alto livello. Ciò che possiamo fare ora è restare alla finestra, come sempre con la massima disponibilità al dialogo».
F.M.
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