«La Conad è una grande famiglia Anche i risultati lo stanno dimostrando»
Volley Serie A2. Il tecnico Vincenzo Mastrangelo approfitta della pausa per stilare un primo bilancio stagionale
il protagonista
francesca manini
Sono giornate febbrili nonostante la lunga pausa dal campionato quelle che sta vivendo la Conad Volley Tricolore, giornate spese alla ricerca della quadra ottimale per non incappare in spiacevoli incovenienti. Se è vero che, battuta Santa Croce il 19 dicembre, l’A2 reggiana tornerà in campo soltanto il 9 gennaio a Siena - a causa della gara di Santo Stefano saltata per positività a Bergamo e del turno di riposo del 2 gennaio - è anche vero che il momento è complesso: domenica sono andate in scena soltanto tre gare su sei. A trovare comunque il tempo per una piacevole chiacchierata di fine anno è il coach Vincenzo Mastrangelo, pronto a svelare alcuni retroscena sul girone di andata.
Coach, ci fa dare una sbirciatina all’agenda?
«Volentieri, troverete due allenamenti quotidiani al 27 a domani, per poi staccare tre giorni per il Capodanno e riprendere a pieno ritmo dal 3 gennaio. Come data utile per recuperare il confronto con la capolista Bergamo avremmo mercoledì 5 al Bursi, ma avendo loro già rinviato la partita di inizio anno contro Castellana Grotte, difficilmente potranno accettare l’offerta. Non bisogna dimenticare cosa comporti la quarantena sia per i contagiati sia per la squadra, la ripresa non è immediata».
Tamponi in programma ne avete?
«Certo, anche se il protocollo non li prevede, la società si è organizzata al meglio. Il 27 mattina ci siamo allenati con la mascherina per poi fare il tampone al pomeriggio e ora abbiamo altri due giri di controllo già fissati per il 3 e il 7 gennaio. Cerchiamo di fare del nostro meglio per tutelarci, compreso garantire a tutti i giocatori il richiamo del vaccino il prima possibile. Ne va della salute di tutti, purtroppo dalle altre società abbiamo notizie di casi sintomatici non gravissimi per fortuna, ma è comunque un pericolo».
Prudenza è dunque la parola chiave?
«È ciò che chiediamo da sempre ai ragazzi, ancora di più ora che la situazione è precipitata. Almeno siamo riusciti a giocare con continuità fino alla penultima d’andata, facendo anche la cena di Natale tra i noi e divertendoci molto. Il capitano Garnica ha proposto il “Babbo Natale segreto”: io avevo Cagni, mentre Scopelliti aveva pescato il mio biglietto e mi ha omaggiato con vino e prodotti tipici della Calabria, davvero graditi».
È un gran gruppo?
«È una grande famiglia e i risultati lo dimostrano, ma vi confesso che a settembre siamo dovuti intervenire. Complici i due spogliatoi divisi per limitare la diffusione del virus, si stavano creando dinamiche non positive, così io e il mio vice Fanuli abbiamo deciso di abolire il doppio spogliatoio e fatto tante chiacchierate con i singoli, chiedendo ai più vecchi di prendersi qualche responsabilità in più come ai giovani di mettere in gioco il loro entusiasmo. Se questo lavorone era iniziato in ritiro, il richiamo dopo la brutta amichevole di Porto Viro era stato necessario: è da lì che siamo diventati squadra».
Quando si dice l'esperienza. E adesso?
«Purtroppo causa allarme covid gli spogliatoi sono tornai a essere due, ma non temiamo più divisioni interne. Nonostante le tante assenze, stiamo facendo un campionato di livello proprio grazie al contributo di tutti, andando anche oltre le aspettative: nessuno vuole scendere da questo treno».
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