Candi: «Sto bene e voglio riportare la Unahotels alle Final Eight»
Alla vigilia della trasferta di Trieste il biancorosso è fiducioso «Loro forti, ma noi adesso vogliamo tornare a correre»
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. «La qualificazione in Coppa Italia passa da noi, dai nostri risultati». Non si nasconde il capitano della Unahotels Leonardo Candi, pensando alle prossime gare di campionato, quelle che sanciranno anche l’approdo alle Final Eight per le primo otto al termine del girone d’andata.
La prossima tappa, in attesa di conoscere i tempi del recupero con Tortona, è quella fissata per il 2 gennaio a Trieste. Per Candi, sarà anche l’occasione per riassaggiare pienamente il campo dopo le settimane di pausa.
«La caviglia va sempre meglio, sono pronto per giocare. E domenica non sarà facile», racconta.
Cosa pensa di Trieste?
«È una squadra solida che ha fatto bene e sta facendo bene, ha battuto anche Milano. Soprattutto in casa, è una formazione molto forte e tosta».
Un brutto cliente?
«Sappiamo che non sarà facile vincere là. Hanno una rosa completa, con giocatori affidabili, esperti del nostro campionato. Sanno come affrontare le partite, sanno cosa significa giocare in Serie A, e anche gli elementi nuovi vengono favoriti nell’inserimento».
Voi tornerete sul parquet dopo due settimane. Un’attesa lunga?
«Purtroppo sì, l’importante è che la salute sia sempre al primo posto, in queste due settimane abbiamo cercato di lavorare al meglio».
C’è qualche amarezza per il match saltato?
«Non giocare è sempre un’amarezza, ma in quel momento la scelta giusta da fare era quella effettuata. Noi rispettiamo assolutamente le decisioni prese dalla Lega, ci atteniamo a quello ci è stato detto e ci alleniamo per preparare al meglio la gara con Trieste».
Doveva andare così?
«Noi ci atteniamo sempre a quello che gli organi competenti ci dicono di fare e rispettiamo sempre le scelte prese. Non vedo motivi di contestare o di lamentarsi. Eravamo pronti per giocare, il dispiacere c’è ma non ci possiamo fare nulla, le decisioni sono state prese per tutelare la salute di tutti».
Parliamo di Coppa Italia: quando conterà il risultato di Trieste?
«Tutte e tre le partite che dobbiamo ancora affrontare sono decisive, quindi la qualificazione passa direttamente dai nostri risultati, senza dover guardare ad altro».
D’accordo, ma Trieste può essere lo snodo?
«Sarebbe un passo molto importante ma non sarebbe comunque una garanzia di qualificazione, con altri due match ancora da giocare. In questo campionato c’è tanto equilibrio vincere o perdere una o due partite fa la differenza, loro sono stati bravi a battere Milano, nessuno c’era riuscito sino a quel momento e quelli sono due punti che sicuramente pesano tanto».
Poi ci sono le qualità dei loro singoli...
«Sono una squadra esperta, bel costruita e ben allenata e certo non sarà facile andare a batterli sul loro campo».
A proposito di campo, a Trieste troverete un pubblico notoriamente caldo. Un bene o un male?
«Trieste è una piazza che vive di basket, fa sempre piacere andare nei palazzi pieni, per quanto possano esserlo in questo periodo. Almeno per quanto mi riguarda, è sempre meglio giocare in un luogo con un’atmosfera calda piuttosto che l’opposto, Trieste è un campo difficile e lo sappiamo».
Sono le ultime settimane con un impegno a settimana. Vanno sfruttate?
«Sarà importante tornare a pieno organico il prima possibile, per affrontare al meglio tutte le competizioni in cui siamo impegnati, e certo sarebbe bello fare il bis della qualificazione in Coppa Italia dopo quella del gennaio 2021».
Una sana abitudine?
«L’anno scorso dopo tanti anni abbiamo riportato Pallacanestro Reggiana alle Final Roght, sarebbe bello rifarlo e sarebbe anche un percorso di continuità che non si vedeva da qualche anno».
Buoni segnali?
«Sarebbe una bella soddisfazione per noi, per la società e per i tifosi, che non possono vederci a Reggio al PalaBigi per ora. E dipende tutto da noi, dai nostri risultati».
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