«Sognavo questo impianto da quando vinsi le Olimpiadi»
Il tecnico Baldini: «A Rubiera ospiteremo il centro per il mezzofondo»
l’intervista
«È stata una stagione positiva». Il campione olimpico di maratona di Atene 2004, Stefano Baldini, non nasconde la propria gioia per i risultati conseguiti nel corso dell’anno dalla Corradini Excelsior. E lo fa nel corso della festa sociale che si è svolta nei giorni scorsi all’interno del nuovo impianto indoor.
«Il Covid ci ha penalizzato – ha spiegato Baldini a margine della festa – ma chi ha saputo organizzarsi bene nelle proprie attività, ne è uscito vincitore, perché siamo riusciti a proseguire nel nostro lavoro in modo continuativo. La possibilità di svolgere attività all’aperto e in modo sicuro, ha spinto molte famiglie a scegliere questa attività per i propri figli».
E per quanto riguarda l’aspetto agonistico?
«Ci sono stati risultati meravigliosi per una realtà di provincia come la nostra. Abbiamo vinto dei titoli italiani con Sara Nestola e Federico Rondoni: risultati che fanno il paio con questo impianto dove ci troviamo questa sera».
Quale peso specifico potrà avere questo impianto indoor sul vostro lavoro?
«I risultati li vedremo più avanti ma già il fatto di poter contare su un impianto di questo genere ci permette intanto di veder passare da qui fior di campioni e in più di poter svolgere tutta l’attività senza bisogno di spostarsi».
Rubiera si candida a capitale del mezzofondo?
«Di fatto è così. I sindaci di Modena e Rubiera, quindi le società Corradini e Fratellanza, hanno firmato un accordo che ha dato vita al centro di specializzazione del mezzofondo».
Quanto c’era bisogno di una struttura come questa?
«Tantissimo. Lo sognavo da quando ho vinto le Olimpiadi di Atene, quindi da ben 17 anni. Abbiamo trovato il modo di farlo bello, senza snaturare il territorio e riqualificando un capannone del Comune».
L’anno straordinario di tutto lo sport in generale e dell’atletica in particolare, che riflesso ha avuto per voi?
«Ci sono numeri e statistiche ben precise che parlano di ragazzi anche in giovane età che hanno iniziato a fare atletica subito dopo l’estate. Noi dobbiamo essere pronti ad accoglierli, e lo siamo».
C.F.
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