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Djokovic ringrazia i tifosi e i “colleghi” lo difendono

Vezio Trifoni
Djokovic ringrazia i tifosi e i “colleghi” lo difendono

Kyrgios e Isner: «Il modo di gestire questa situazione è davvero pessimo». Probabile un pasticcio delle autorità: altri atleti sarebbero stati autorizzati

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Il caso Djokovic si allarga e sta diventando virale. Dal Park Hotel di Melbourne dove si trova dopo la revoca del visto per entrare in Australia, decisione contro la quale ha presentato un ricorso che sarà discusso lunedì, il numero uno al mondo del tennis si fa sentire: «Grazie ai miei tifosi in tutto il mondo per il vostro continuo sostegno. Lo sento e lo apprezzo molto». Al suo fianco si sono schierati anche Nick Kyrgios e John Isner. «Io mi sono vaccinato per gli altri, per la salute di mia madre, ma il modo in cui stanno gestendo la situazione di Novak è davvero pessimo – ha scritto l’australiano –. È uno dei nostri più grandi campioni ma alla fine è un uomo. Fate meglio». Quello che sta passando Djokovic, ha scritto Isner, “non è giusto. Non c’è giustificazione per il trattamento che sta ricevendo. Ha seguito le regole, gli hanno permesso di entrare in Australia e ora lo trattengono contro la sua volontà. È una vergogna».

E il caso si allarga perché l’Australian Border Force, l’autorità di frontiera che ha revocato il visto d’ingresso a Novak Djokovic e che non ha ritenuto sufficiente l’esenzione medica riconosciuta dallo Stato di Victoria e da Tennis Australia per disputare l’Australian Open 2022 a chi non è completamente vaccinato contro il Covid, starebbe verificando la situazione di almeno altre due persone: un atleta e un giudice. Secondo quanto rivelato successivamente dalla tv australiana Abc, l’atleta è la ceca Renata Voracova, sconfitta in doppio al Melbourne Summer Set 2. Successivamente, riporta il Guardian, è arrivata anche la conferma del ministero degli Esteri ceco che ha inviato una lettera di protesta attraverso l’ambasciata a Canberra. Voracova si è cancellata dal torneo e ha deciso di lasciare l’Australia. L’agenzia di stampa Reuters, attraverso una fonte anonima, parla di almeno altre tre esenzioni simili concesse a persone attualmente in Australia e di altre riconosciute a giocatori o ufficiali che ancora devono arrivare a Melbourne.

«Sono al corrente degli sviluppi della vicenda, posso assicurarvi che la polizia di frontiera sta guidando l’indagine. Se non dovessero esistere prove sufficienti per giustificare l’esenzione medica, prenderemo provvedimenti» ha detto alla radio 2GB. Ma una fonte considerata attendibile dal quotidiano australiano The Age, che ha dichiarato di aver avuto accesso al dossier presentato da Djokovic, ha definito “minime” le prove presentate dal serbo e “largamente insufficiente” la sua documentazione a sostegno dell’esenzione. Djokovic dovrà presentare questa documentazione anche ad Anthony Kelly, giudice della Federal Circuit Court che ha bloccato il suo rimpatrio immediato dopo la decisione dell’Abf di non ammettere Djokovic in Australia e fissato una nuova udienza per lunedì mattina. Fino a quel momento, Djokovic resterà al Park Hotel, una struttura di Melbourne utilizzata dal governo per migranti “irregolari”. Se il tribunale dovesse confermare la posizione dell’Abf, Djokovic rischia di dov

er saltare l’Australian Open fino al 2025. Le leggi federali australiane, infatti, prevedono l’interdizione dal Paese fino a tre anni per chi ha subìto la revoca del visto d’ingresso. Intanto Rafa Nadal, che ha criticato la scelta di Nole, avanza al Melbourne Summer Set Atp250, grazie al ritiro di Griekspoor e raggiunge così la sua prima semifinale in Australia dal 2019, dove sfiderà il finlandese Emil Ruusuvuori (94) e la nazionale iberica è la prima finalista dell’Atp Cup, grazie ai successi di Carreno Busta e di Bautista Agut su Hubert Hurkacz per 7-6 al terzo set contro la Polonia, e attende la vincente tra Canada e Russia.

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