Paganelli aspetta Attolini «Il bomber più forte gioca nel mio Montecchio»
L’allenatore subentrato a Siligardi punta sul pieno recupero del suo attaccante e su quello di altri giocatori non ancora al meglio della condizione
Lorenzo Chierici
MONTECCHIO. È arrivato dopo le dimissioni di Simone Siligardi e ora è pronto a rilanciare il Montecchio.
Marco Paganelli, ex trainer di Castellarano e Bibbiano, deve tuttavia prima fare i conti con due cessioni eccellenti, quelle di Blotta e Fornaciari, arrivate in questo periodo caratterizzato dalla sospensione dei campionati che ha coinciso con il mercato di gennaio. E tuttavia l’allenatore del Montecchio si mostra fiducioso perché sa di poter comunque contare su un gruppo di qualità.
«Simone (Blotta) e Daniele (Fornaciari) sono buoni giocatori – dice il tecnico del Montecchio - come ce ne sono altri nel nostro gruppo. È naturale che entrambi abbiano ricevuto richieste da formazioni di categoria superiore e a noi non è parso corretto chiedere loro un sacrificio. Abbiamo quindi pensato di dare spazio ai giovani che avevamo in rosa. L’ultimo arrivato è stato Francesco Quintavalla (2003), proveniente dal Monticelli, che sarà senz’altro importante».
Che squadra ha trovato dopo le dimissioni di Siligardi?
«Una squadra “convalescente”… molti giocatori con problemi fisici e molti non in condizione perché, seppur clinicamente guariti, reduci da infortuni probabilmente “figli” del lungo periodo di inattività causato dalla pandemia».
Ora, qual è il potenziale reale della sua squadra? «Non saprei. Credo che la nostra classifica attuale rappresenti ciò che valiamo».
Come valuta la decisione del Comitato regionale della Figc di fermare i campionati? Che conseguenze ci saranno?
«Ritengo la decisione assolutamente corretta e necessaria, una situazione che, almeno per noi, sarà importante per recuperare gli infortunati e consentire loro di ritrovare la condizione».
Lei che di bomber di razza ne ha allenati tanti, crede che Bedotti possa fare la differenza?
«Andrea è già risultato decisivo nella prima fase di stagione. Anche l’ultima partita l’ha decisa lui con un paio di giocate notevoli, anche se i gol sono stati di Capitani e Attolini. Il problema sarà fargli mantenere a lungo questa condizione».
Chi è il centravanti più forte?
«Non li conosco tutti. Daniele è senz’altro un fuoriclasse per queste categorie, ma sono convinto che, potenzialmente, il centravanti più forte in assoluto ce lo abbiamo noi: Attolini, che deve solo ritrovare la condizione giusta».
Siete a un punto dalla zona play off: crede che il Montecchio possa ancora puntare all’Eccellenza?
«La classifica non la guardo. Dobbiamo migliorare la condizione fisica e ritrovare un’idea di squadra. E’ troppo tempo che ci alleniamo in 10/12 al massimo. La lotta al vertice non ci riguarda».
Cosa crede che manchi al Montecchio a livello societario e di struttura per essere al top?
«Le strutture su cui può contare la società sono splendide e c’è un’ottima organizzazione. Oltre alla prima squadra ci sono oltre 250 ragazzi del vivaio e questo non è poco».
Se dovesse rimanere anche nella prossima stagione cosa chiederebbe alla società per puntare in alto?
«Ho già un contratto quinquennale... A parte gli scherzi, l’impegno è limitato a questi ultimi mesi della stagione. Sarò noioso, ma la lotta al vertice non ci riguarda”.
Il vivaio giallorosso, anche in forza dell’accordo con l’Atalanta, sta continuando a crescere. Ci sono giovani in orbita prima squadra?
«Assolutamente sì. Sono rimasto molto colpito dalle qualità dei ragazzi che fanno parte del gruppo della prima squadra, ma anche di altri ragazzi del gruppo della Juniores che sicuramente potranno avere la possibilità di mettersi in luce . Ma credo anche che di questo fatto se ne siano rese conto anche diverse società di categoria superiore».
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