Razzoli, tre slalom per andare alle Olimpiadi «Pochi posti, ma a Pechino voglio esserci»
Quinto nella classifica di specialità, l’olimpionico di Vancouver cerca conferme a Wengen e nelle due gare in Austria
Giuseppe Galli
VILLA MINOZZO. Tre slalom per centrare l’obiettivo, tre gare per convincere allenatori e Federazione a portarlo in Cina, a Pechino dove, dodici anni dopo il trionfo alle Olimpiadi di Vanciuver 2010, Giuliano Razzoli potrebbe essere ancora lì, protagonista dello slalom a cinque cerchi in programma mercoledì 16 febbraio.
Protagonista come è stato finora in Coppa del mondo, con tre piazzamenti nei primi dieci (un settimo e due noni posti) nei tre slalom disputati finora – in Val d’Isère, a Madonna di Campiglio e domenica scorsa ad Adelboden – che gli valgono il quinto posto nella classifica di specialità e il pettorale numero 19 al cancelletto di partenza della prossima gara, in programma domenica prossima a Wengen, sempre in Svizzera.
Con il mal di schiena che sembra ormai alle spalle, dopo avergli impedito di allenarsi per due settimane, Giuliano Razzoli – che ieri è rimasto ad Adelboden per allenarsi, e lo farà anche oggi prima del trasferimento a Crans Montana e infine a Wengen – guarda con fiducia al trittico più affascinante del programma di slalom, per non dire dell’intera Coppa del Mondo che, da giovedì 13 a martedì 25 gennaio vedrà il Circo bianco protagonista appunto a Wengen e nelle località austriache di Kitzbühel e Schladming.
Oltre a discese mozzafiato e superG, il 16, 23 e 25 gennaio ci saranno i tre slalom che decideranno chi, tra Razzoli, Moelgg, Gross, Maurberger e Tonetti, affiancherà Alex Vinatzer alla partenza dello slalom olimpico di Pechino.
Per lo sciatore di Villa Minozzo, più che per i suoi “rivali” azzurri, in questo momento parlano i risultati ottenuti, ma anche il suo modo di sciare, la condizione atletica e i tempi delle sue manche, che lo collocano non lontano dai migliori della specialità.
«Siamo in ballo, balliamo – commenta da Adelboden, prima di andare ad allenarsi, l’olimpionico di Vancouver –. L’obiettivo stagionale è quello, andare a Pechino, e vedremo fra due settimane cosa sarò stato in grado di fare e quali saranno le scelte della Federazione. Il problema è che, a differenza di altri anni, per l’Italia ci sono pochi posti e le scelte saranno più difficili».
Inevitabile che, in vista delle tre gare decisive, per gli slalomisti – che potrebbero essere soltanto due al cancelletto di partenza di Pechino – ci sarà molta pressione: «La pressione, più che chiunque altro, sono io che me la metto addosso da solo. Sono io che voglio partecipare alle Olimpiadi (sarebbe la terza esperienza per il “Razzo”, che nel 2018 fu escluso dalla spedizione in Corea, dopo Vancouver e Sochi, ndr) e sono io che devo guadagnarmi quel posto».
Domenica lo slalom di Wengen, sette giorni dopo il tempio di Kitzbühel...
«Più Kitz che Wengen, ma sono due begli slalom e mi piacciono entrambi: posso fare bene ma dipende anche dalla neve che troveremo».
Fino ad ora, non è andata male e si è sempre gareggiato su piste dure e ghiacciate, terreno di caccia preferito da Razzoli. «La sciata è buona, merito di materiali che funzionano e di una preparazione senza intoppi, che mi ha permesso di entrare in condizione. Adesso, rispetto ad anni fa, faccio più fatica a fare velocità su pendenze medie e porte larghe ma mi sento più completo, anche sui muri, e sono vicino ai migliori: cercherò di dire la mia e, magari, di ritrovare quel podio che manca da tanto tempo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
