Il tecnico Graziani: «La mia Correggese ha stupito tutti tranne me, ora la salvezza»
Calcio serie D: il mister biancorosso approfitta del lungo stop e traccia un bilancio della prima parte della stagione
CORREGGIO. La sua esperienza con i rosanero del Campagnola non è praticamente mai iniziata. Troppo forte il richiamo della serie D, unito al desiderio di dimostrare di più rispetto alla precedente avventura sulla panchina del “Borelli”. Alla fine, il matrimonio tra la Correggese e mister Gabriele Graziani ha rappresentato la scelta giusta per tutte le parti in causa; il figlio d’arte si è messo al lavoro con umiltà ed entusiasmo, e domenica dopo domenica ha risollevato le sorti biancorosse nonostante una partenza ad handicap. Un risultato che alla vigilia in pochi potevano preventivare, mentre ora tutti indicano nella Correggese il classico “cliente scomodo”.
La serie D riprenderà domenica 23 gennaio. Decisione inevitabile?
«La salute viene prima di tutto ed era inevitabile fermarsi. I contagi in categoria sono notevoli, credo quindi che interrompere sia la cosa migliore. Dovremmo ormai essere vicini al picco, e per il 23 o al massimo il 30 gennaio potremo ricominciare».
Come state affrontando questi giorni senza partite?
«Stiamo continuando ad allenarci con screening a cadenza settimanale. Abbiamo avuto qualche caso di positività e ancora adesso abbiamo un atleta in quarantena. La sosta non è positiva per nessuno, per noi ancora di più: arrivavamo infatti da un ottimo momento».
Difficile darle torto: cinque risultati utili e tre vittorie consecutive. Come nasce questa svolta?
«La squadra ha fatto uno step mentale importante, credendo nelle proprie potenzialità. Siamo maturati nell’applicazione del piano partita, riuscendo a vincere anche qualche gara sporca. Il nostro è stato un percorso altalenante come era prevedibile: abbiamo cominciato il 27 agosto con una squadra totalmente nuova ed abbiamo faticato, poi ci siamo rimessi in carreggiata».
Siete addirittura a pochi punti dai playoff. Dove pensa possa arrivare questa Correggese?
«Abbiamo un’ottima squadra; le soste lunghe possono portare a disequilibri, chi sarà bravo a riattaccare subito la spina potrà trarre grandi benefici, anche perché si giocherà molto ed il calendario sarà fitto. La nostra attuale posizione era impensabile in estate, ma non ci deve distrarre dal nostro obiettivo».
La salvezza?
«Dobbiamo arrivare il prima possibile a quota 44-45 punti, solo dopo potremo eventualmente alzare l’asticella. Per quanto ci riguarda, la salvezza rappresenterebbe un grande traguardo».
Che idea si è fatto sul campionato?
«È un torneo molto difficile. Il Rimini mi sembra la squadra più concreta e pronta a vincere, ma anche il Lentigione sta facendo un percorso importante. Ravenna, Mezzolara e Aglianese stanno facendo bene ma sono più discontinue».
Farete qualcosa in sede di mercato?
«Ci stiamo guardando intorno. Abbiamo perso Lucatti e dovremo sostituirlo. Cerchiamo giocatori di qualità per innalzare il livello della rosa».
L’ambiente di Correggio può essere un valore aggiunto?
«C’è davvero tutto il necessario per fare bene. I volontari che si occupano della manutenzione del “Borelli” sono persone meravigliose, le strutture sono importanti per la D e permettono ai giocatori di esprimersi al meglio. La società è ambiziosa e seria, sono fortunato ad allenare qua».
Papà Ciccio la segue? Si informa dei suoi risultati?
«È venuto due volte e in entrambe le gare abbiamo vinto, ha detto che tornerà ancora considerato che ha portato fortuna. Abbiamo parlato in maniera molto tranquilla e familiare».
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